Vincere la povertà. Insieme.
 

Rwanda

Informazioni generali


Nome: Repubblica del Rwanda


Capitale: Kigali 851.024 abitanti

 

Lingue: Kinyarwanda, inglese e francese (tutte ufficiali).


Superficie: 24.670 km2.

 

Valuta: Franco ruandese.

 

Religione: La maggior parte della popolazione pratica religioni africane tradizionali, 69%. Ci sono anche cattolici 20%, protestanti 10% e musulmani 1%.

 

Gruppi etnici: hutu 84%, tutsi 15%, twa 1%.


Popolazione: 9.4 milioni nel 2007, di cui  21,1% è popolazione urbana, 43,5% della popolazione ha meno di 15 anni

 

Età media di vita: 45 anni

 

Mortalità infantile: 118 bambini su 1000. 203 bambini su 1000 muoiono prima di compiere 5 anni.

 

PIL pro capite: 230 USD

 

Indice di sviluppo umano: 161

 

Il 33% e il 23% dei bambini sotto 5 anni soffrono di malnutrizione e fame

 

Il 74% della popolazione ha accesso all’acqua.

 

Il 42% della popolazione ha accesso ai servizi sanitari.

 

Il 60,3% della popolazione vive con meno di 1$ al giorno.


Geografia

 

Il territorio è prevalentemente montuoso (l’altitudine media è di 1700 metri). La principale catena è quella dei monti Virunga. La catena fa da spartiacque fra i bacini dei due maggiori fiumi dell’area, il Nilo e il Congo.

 

Il Rwanda presenta due stagioni delle piogge a marzo-maggio e ottobre-dicembre. Occasionalmente viene colpito da periodi di siccità.

 

A causa dell’intenso sfruttamento agricolo, favorito dalla fertilità del terreno vulcanico e dall’alta densità di popolazione, la flora e l’ambiente naturali del Rwanda sono stati soppiantati in gran parte del paese. La guerra civile e i conseguenti spostamenti di sfollati hanno contribuito a danneggiare le aree precedentemente dichiarate protette.

 

Il 14% circa del territorio fa parte dei due parchi nazionali del paese.

 

Storia

 

Dal 6 aprile a metà luglio del 1994 furono massacrate un milione di persone, principalmente appartenenti all’etnia tutsi.

 

Le divisioni etniche del paese iniziarono con il dominio coloniale europeo, prima tedesco e poi belga, durante il quale fu introdotta la carta di identità etnica per favorire i tutsi, considerati più ricchi e di origine più nobile, anche se in realtà entrambe le etnie derivano dallo stesso ceppo culturale - Bantu - e parlano la stessa lingua.

 

Nell’aprile del 1994 l’aereo del presidente hutu, Juvenal Habyarimana, fu abbattuto e il giorno successivo iniziarono i massacri della popolazione tutsi ad opera delle Forze Armate Rwandesi (FAR). Per 100 giorni si susseguirono eccidi e barbarie di ogni tipo.

 

L’ONU si disinteressò delle richieste di intervento inviategli dal comandante delle forze armate inviate dall’ONU nel paese.

 

Oltretutto, gran parte dei mandanti e dei preparatori delle carneficine trovarono rifugio nel confinante Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo). Gli odi razziali, che avevano fomentato la tragedia e che hanno lasciato un’impronta indelebile sul suolo ruandese, passarono ai paesi vicini: si suppone infatti che essi siano tra le cause scatenanti della Prima e della Seconda guerra del Congo (1996-1997, 1998-2003), e che siano stati tra i principali fattori della Guerra civile del Burundi (1993-2005).




ActionAid nel paese

 

ActionAid Italia area di Murundi e presente dal 2005.

 

Il nostro lavoro: principali aree di intervento

 

ActionAid lavora in Rwanda dal 1994 per favorire l’istruzione, per contribuire a costruire un dialogo capace di prevenire i conflitti e per debellare la piaga dell’AIDS.

 

Istruzione

 

7 bambini su 10 sono iscritti alle elementari ma solamente il 15% dei maschi e il 14% delle femmine prosegue gli studi. Il 35% dei bambini tra i 5 e i 14 anni è già un lavoratore. Il 35% degli adulti non sa né leggere né scrivere.

 

ActionAid si adopera per:

 

- costruire scuole dotate di materiale didattico e attrezzature sanitarie

 

- organizzare corsi di aggiornamento per gli insegnanti

 

- sostenere economicamente le famiglie più indigenti perché anche i loro figli possano vedere soddisfatto il proprio diritto all’istruzione

 

- diffondere l’alfabetizzazione tra gli adulti attraverso il metodo Reflect che, all’insegnamento della lettura e della scrittura, abbina la discussione dei problemi quotidiani perché si trovino soluzioni condivise

 

Donne

 

La partecipazione delle donne alla vita sociale, e a quella specialmente politica, è fortemente inibita da una visione diffusa che le considera inferiori rispetto agli uomini. La violenza, fisica e psicologica, è una triste quotidianità per molte. A causa della guerra civile tantissime hanno contratto il virus dell’HIV/AIDS a seguito degli stupri subiti dai miliziani.



ActionAid:

 

- promuove incontri pubblici per sensibilizzare la popolazione sui diritti delle donne e scongiurare così violenze ed esclusione sociale

 

- incoraggia il coinvolgimento delle donne nella vita amministrativa della comunità



HIV/AIDS

 

Una persona su 10 è sieropositiva prevalentemente a causa degli stupri perpetrati durante il genocidio. Basti pensare che, prima del 1994, nelle sole aree rurali i sieropositivi rappresentavano l’1,3% della popolazione mentre ora hanno raggiunto il 10,8%.



ActionAid interviene per:

 

- fornire assistenza medica e psicologica ai malati di AIDS

 

- organizzare incontri nei villaggi per spiegare alla popolazione come si contrae il virus dell’HIV/AIDS e come, invece, è possibile prevenirlo

 

- supportare il percorso scolastico degli orfani attraverso borse di studio

 

Promozione del dialogo

 

Il Rwanda è stato a lungo sconvolto dalla guerra civile e ciò ha causato oltre un milione di morti e la distruzione di infrastrutture, oltre ad aver messo in ginocchio l’economia del paese.


ActionAid lavora per:

 

- favorire la creazione di reti di associazioni che lavorino per diffondere la cultura del dialogo come strumento per la risoluzione delle controversie