
Bruna, Corrado e Jasoda

Bruna e Corrado: “il nostro viaggio in India a trovare Jasoda”
Il 28 febbraio 2010 Bruna Mattedi e Corrado Rizzi partono per il villaggio di Trikut, in India. Un lungo viaggio affrontato per andare a trovare Jasoda, la bambina che sostengono a distanza con ActionAid; e che si rivelerà per loro un’esperienza davvero indimenticabile. Questa è la loro testimonianza:
“Il giorno 2 marzo martedì siamo poi partiti per il villaggio della nostra cara Jasoda che si chiama “TRIKUT”, e si trova più a nord fra le montagne. [...]
Siamo arrivati al villaggio e già sulla strada principale erano ad accoglierci gli abitanti con i tamburi, i bambini con i fiori e tutti a farci festa. Noi siamo rimasti sbalorditi, non pensavamo che tutta quella festa era riservata a noi.
Siamo scesi dalla macchina ed è stata un’emozione indescrivibile.
L’incontro con la bambina è stato un momento emozionante. Non ci sono parole per descriverlo.
Siamo scesi con tutti loro al villaggio dove era ad aspettarci tutta la sua famiglia, la sua mamma, il suo babbo i suoi fratelli e tutte le donne e tutti i bambini del villaggio. Momenti bellissimi dove non sono mancate le lacrime dalla grande emozione. Ci siamo poi ritirati tutti in una grande sala, dove avevano organizzato una festa per noi. I bambini, con Jasoda e tutte le donne hanno iniziato a cantare per noi. Ci sentivamo dei piccoli “re” circondati da tutto questo affetto.
Era la prima volta che in quel villaggio arrivavano degli stranieri. L’aver saputo poi che noi eravamo italiani e perciò venivamo da molto lontano non sapevano come esprimere la loro gioia.
Abbiamo potuto verificare come questo “progetto” sia un’iniziativa positiva per tutte quelle popolazioni. L’istituzione delle scuole, tutti i bambini dotati delle loro cartelle, la possibilità di avere sia la maestra che l’insegnante di musica; oltre a portare al villaggio la luce, l’acqua e piano piano anche le strade più comode.
[...] Questo viaggio è stato per noi un’esperienza “unica”. Abbiamo potuto vedere la bambina che grazie [...] ad ACTIONAID possiamo aiutare da lontano, ma soprattutto abbiamo potuto vivere con loro. [Vedere] come queste popolazioni indiane utilizzano i contributi.
Abbiamo vissuto insieme a queste donne fantastiche, ricche di tanta dignità e tanta umanità.
Abbiamo comunque potuto apprezzare, come ancora lì fra questa umile gente, siano ancora vivi molti valori umani che purtroppo nella nostra società consumistica occidentale abbiamo bruciato.
Come loro siano in grado di apprezzare quelle piccole cose che noi abbiamo dimenticato.
Noi dopo questa esperienza siamo tornati più contenti, più convinti che la nostra scelta di “appartenere” [...] ad ACTIONAID sia la scelta giusta e per quanto possiamo cerchiamo di coinvolgere più gente possibile.
Per quanto riguarda la nostra bambina Jasoda noi continueremo ad aiutarla per far si che un giorno possa andare a Dehli a studiare, magari ad imparare l’italiano e un giorno possa anche lei visitare l’Italia.
[...] abbiamo lasciato in India ed i quei villaggi il nostro cuore.
[...] GRAZIE ACTIONAID !!”
