
Donne in Tanzania
Contadine unite per combattere la fame
"Come mamma mi sento più felice, i nostri figli avranno meno ostacoli lungo il loro cammino..."
“Consegnavo i miei prodotti ai mediatori che, per pochi soldi in cambio, li vendevano nei mercati vicini. Noi contadine non avevamo altro modo per commerciare quanto raccoglievamo dalla terra e siccome siamo numerose, i mediatori finivamo per tirare al ribasso costringendoci a svendere. I nostri prodotti non sono di ottima qualità perché non abbiamo né i mezzi, né i fertilizzanti adeguati per coltivare la nostra terra”. Mwandiwe Makame Kali, membro del gruppo femminile di Chaani Kubwa dell’isola di Unguja, in Tanzania.
L’arcipelago di Zanzibar rappresenta un potenziale mercato agricolo. La domanda turistica che gli alberghi devono soddisfare si traduce in una richiesta di frutta e ortaggi che i contadini dell’area, che sono soprattutto donne, potrebbero soddisfare se avessero i mezzi e le conoscenze necessari. Le contadine però non riescono a soddisfare la domanda qualitativa delle strutture alberghiere, soprattutto a causa dell’insufficiente raccolto proveniente dai loro piccoli appezzamenti, la mancanza di un consorzio che permetta loro di unirsi ed essere più forti sul mercato, la scarsa informazione che le rende vittime dei mediatori, l’assenza di una politica commerciale che tuteli chi lavora la terra.
“Le donne come me, pur lavorando molte ore al giorno, non possono produrre da sole ciò di cui hanno bisogno. Spesso, i nostri figli sono costretti a lasciare la scuola per darci una mano. I bambini solitamente si dedicano alla pesca, mentre le bambine vendono cibo lungo la strada. Da quando è arrivata ActionAid però c’è più speranza. Dodici gruppi di agricoltori locali si sono uniti con l’obiettivo di promuovere e migliorare la qualità e la quantità dei prodotti coltivati per venderli sul mercato a un prezzo equo".
L’unione di contadini si è occupata di tenere il primo incontro tra piccoli agricoltori, albergatori e mediatori per discutere gli ostacoli a una corretta produzione agricola e il relativo commercio dei prodotti, e di informare altri gruppi locali e singoli contadini invitandoli a unirsi alla rete dopo avere illustrato i vantaggi per l’economia locale.
Bi Maryam Zubeir produttrice di ortaggi di Juwamku fa coro alla voce di Mwandiwe e ci dice: “Prima c’erano piccoli gruppi che lavoravano insieme per vendere i propri prodotti e rispondere a una domanda più ampia da parte dei mediatori. Eppure nessuno chiedeva il rispetto delle regole di garanzia. Nessuno chiedeva la tutela dei propri diritti, perché non sapevamo cosa ci spettava. La nascita di questa unione è solo l’inizio di un cammino importante che ci porterà all’ottenimento di politiche agricole favorevoli all’economia locale. Come mamma mi sento più felice, i nostri figli avranno meno ostacoli lungo il loro cammino".
