
Accesso alla Terra

Land Grabbing e Biocarburanti
La politica di sostegno europea alla produzione di biocarburanti, unita agli ambiziosi obiettivi di consumo, sta determinando una crescita della domanda agricola che il solo territorio europeo, anche a scapito delle coltivazioni e degli allevamenti, non è in grado di soddisfare.
Per questo sempre più imprese stanno acquisendo il controllo di grandi estensioni di territori nei Paesi del Sud, in particolare in Africa, per produrre materie prime da destinare al settore dei biocarburanti.
Il land-grabbing, accaparramento di terre, si caratterizza per una serie di investimenti su larga scala, che mirano ad acquisire il controllo di enormi estensioni di terreni, sia per una produzione destinata all’export - in particolare "commodities" destinate alla produzione di biocarburanti - che per investimenti puramente speculativi. Ciò produce un enorme impatto sulla sicurezza alimentare e l’accesso alla terra delle comunità di quei Paesi dove avvengono gli investimenti.
Molto spesso non vengono rispettate le legislazioni nazionali e internazionali in materia di diritto al cibo, all’acqua, alla terra, con fenomeni di gravi violazioni dei diritti umani e spostamento forzato di intere comunità.
Si stima che tra il 2000 ed il 2010 circa 200 milioni di ettari di terreni agricoli siano stati oggetto di negoziati. Purtroppo l’opacità all’interno della quale avvengono i negoziati per l’affitto o per il trasferimento di terreni agricoli rende difficilissimo realizzare una valutazione certa. Di questi il 78% ha come finalità la produzione agricola, il 40% dei quali è destinato al settore dei biocarburanti.
