Vincere la povertà. Insieme.
 

Volatilità prezzi dei Mercati Agricoli

 

 

 

A partire dalla seconda metà del 2010, i prezzi dei prodotti agricoli sui mercati internazionali sono ricominciati a salire, raggiungendo il loro picco nel febbraio di quest’anno e superando in media i livelli registrati durante la crisi alimentare del 2007-2008.

Tra il febbraio del 2010 ed quello del 2011, l’indice  dei prezzi dei cereali è aumentato  del 40%, ritornando ai livelli  del luglio del 2008.

Diverse sono le cause che stanno determinando questa dinamica inflattiva. Sul lato dell’offerta, influiscono eventi climatici estremi sempre più frequenti come siccità e tempeste che conducono alla perdita di molti raccolti;  l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti guidati dall’incremento del prezzo del greggio  e la diminuzione dei flussi commerciali attraverso restrizioni sulle importazioni imposte da importanti Paesi come, ad esempio, la Russia durante l’agosto del 2010. Questi fattori si inseriscono all’interno di un settore, quello agricolo,  caratterizzato da carenze strutturali sia in termini di politiche che di risorse investite. Sul lato della domanda, invece, l’aumento della produzione di biocombustibili, l’instabilità del dollaro, la speculazione sui mercati finanziari attraverso i derivati agricoli, sono fattori che influiscono in modo più o meno determinante sui prezzi dei prodotti alimentari. Le cause  che hanno determinato la precedente crisi alimentare, quella del 2007-2008, non sono state risolte. Se la comunità internazionale non darà una risposta efficace al problema della volatilità dei prezzi delle commodities agricole sui mercati internazionale, le crisi dei prezzi continueranno a manifestarsi nei prossimi anni trasferendosi ai mercati nazionali ed aggravate da alcuni problemi strutturali che agiranno come freno sul lato dell’offerta, ad esempio i cambiamenti climatici.

Ci sono le soluzioni?
Certamente. Servono nuove regole nella governance dei mercati agricoli a livello globale, regionale e nazionale. Servono maggiori investimenti ma non genericamente in agricoltura, bensì per il sostengo dei piccoli contadini, la spina dorsale della produzione agricola e alimentare a livello globale,  e di un modello di produzione sostenibile che, come sostenuto dallo stesso Special Rapporteur per il diritto al cibo Oliver De Shutter, sarà maggiormente in grado di garantire l’alimentazione per 9 miliardi di persone nel 2050, piuttosto che il modello di agricoltura industriale di cui la crisi dei prezzi ne evidenzia tutte le fragilità e contraddizioni rispetto ai problemi da risolvere.

 

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Diritto al Cibo e Volatilità dei prezzi

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