
Il passato ritorna per Gul

Le alluvioni che hanno devastato il Pakistan sono le peggiori che molti ricordano - ma non è così per Gul Mohammad. L’ultima volta che il Pakistan aveva vissuto una catastrofe di una simile entità era il 1929, e Gul ne fu vittima quando era solo un ragazzino. La sua era una famiglia di contadini, e lui ricorda quando, ritornando a casa più di un mese dopo la ritirata delle acque, trovò la sua abitazione completamente distrutta.
“Ci vollero 5 o 6 anni per ricostruire tutto”, racconta. “In quel periodo non avevamo denaro, eravamo nelle mani di Dio”.
Il suo villaggio si chiama Jamrid Nasheb, ed è distante solo 5 km dal fiume Indo. Tre giorni prima che fosse inondato, quest’anno, dei funzionari governativi erano andati ad avvisare gli abitanti del disastro imminente. “Non abbiamo creduto alle loro parole ed abbiamo preferito aspettare”, dice. “Pensavamo che i funzionari volessero farci andare via perché il terreno su cui viviamo è di proprietà del governo, e noi avevamo paura di perdere la nostra terra”.
“Ha iniziato a piovere nella notte. Ha piovuto per 5 ore, ed il livello del fiume ha iniziato ad alzarsi. Non ho dormito. Ho pensato che fosse giunta la fine per tutti noi. Abbiamo lasciato le nostre case intorno alle 9 di sera, per andare su una collina vicina. La mattina dopo, però, abbiamo dovuto abbandonare anche quel posto; l’acqua intorno a noi era all’altezza del petto. Quando mi sono girato ho visto che il livello era salito ulteriormente, fin sopra i tetti delle case, e il nostro villaggio sembrava un lago. Abbiamo camminato per due ore con i bambini sulle nostre spalle”.
La famiglia del signor Mohammad ha perso una mucca e cinque capre, per un valore complessivo di 150.000 rupie (quasi 1400€). Complessivamente il villaggio, di circa 150 famiglie, ha perso 450 capi di bestiame, una delle maggiori fonti di guadagno, estremamente costose da sostituire. Lui è nel centro di accoglienza da cinque giorni, ed è preoccupato per la sua casa.
“Abbiamo lasciato dei gioielli ed altri oggetti di valore in cassette di acciaio. L’acqua potrebbe averli portate via ma, in caso contrario, abbiamo sentito dire che gli sciacalli stanno girando per i villaggi con dei canotti per rubare gli oggetti preziosi rimasti.”
“Vorrei solamente tornare a casa. La mia famiglia ritornerà prima possibile, e inizieremo la ricostruzione”.
Il signor Mohammad ha sette figli, una figlia e 23 nipoti.
- Gul Mohammad è attualmente ospite del centro di accoglienza temporaneo di ActionAid, a Kot Sultan, nel Punjab. Ci sono 780 persone nel centro, in maggioranza donne e bambini. Tre operatori sanitari sono costantemente presenti per monitorare il decorso delle malattie e dei problemi fisici di ogni tipo, e un dottore ed una dottoressa passano ogni giorno dal centro per visitare I pazienti. Due donne hanno partorito all’arrivo, e sono state portate subito nell’ospedale più vicino. Il cibo è fornito dai volontari.