Vincere la povertà. Insieme.
 

L'Indo ha tradito anche Saddan


Saddan viene da un villaggio chiamato Dhumb Basti, situato tra due affluenti dell’Indo.

“Avevamo previsto delle alluvioni”, dice, “ma pensavamo fossero come quelle che abbiamo avuto nel passato. E’ la prima volta in vita mia che vedo delle alluvioni come queste. Pensavamo di conoscere il fiume, abbiamo sempre vissuto a fianco ad esso, e per questo motivo non ci siamo preoccupati. Il primo segnale che indicava l’eccezionalità dell’evento è stato subito dopo la colazione”.

“Alcuni uomini sono tornati dai campi correndo, dicendo che una grande inondazione stava arrivando dal fiume. Poi è arrivata l’acqua, è arrivata all’improvviso, tutta insieme. Siamo scappati verso il molo, ma il livello dell’acqua continuava a salire. Abbiamo dovuto guadare l’acqua, che mi arrivava fino a sotto il naso. Avevamo un trattore e delle camere d’aria delle biciclette per i bambini, mentre gli adulti nuotavano. Tutto questo è successo in soli 5 minuti. Ciascuna persona andava per conto suo, cercando di salvare la propria vita. C’erano solo l’acqua e il cielo. Dopo circa un’ora abbiamo raggiunto un posto sicuro. Fortunatamente tutti sono riusciti a sopravvivere. Siamo stati al sicuro per un po’, ma poi si è aperta una breccia in un canale ed ha iniziato ad arrivare altra acqua, per cui ce ne siamo dovuti andare. I tetti delle abitazioni del nostro villaggio erano visibili, ma ora sembra che il livello dell’acqua si sia alzato ulteriormente, fino a sommergere del tutto le case. 

Mio figlio si era sposato recentemente, ed aveva ricevuto la dote - avevamo dei mobili nuovi, che adesso sono definitivamente perduti. Mi dispiace per questo. Abbiamo perso anche la scorta di frumento per un anno che avevamo immagazzinato”.
Alcuni degli uomini sono tornati a nuoto al villaggio a vedere se riuscivano a trovare delle cose utili, come ad esempio materiali per il tetto, che ci potranno servire in futuro. Resteranno lì per proteggere dagli sciacalli tutto ciò che troveranno, finché il livello delle acque si abbasserà.

”La speranza è di ritornare entro un mese; la prima cosa che dovremo fare sarà ricostruire le nostre case. Viviamo in edifici di fango, per cui l’intera famiglia può contribuire alla raccolta del fango per fare i mattoni. Ma ci saranno da comprare i materiali  per il tetto, per cui i nostri uomini dovranno trovare dei lavori manuali nelle città qui intorno per raccogliere il denaro necessario”.
 

  • Saddan Mai è attualmente ospite del centro di accoglienza temporaneo di ActionAid a Kot Sultan, nel Punjab. Ci sono 780 persone nel centro, in maggioranza donne e bambini. Tre operatori sanitari sono costantemente presenti per monitorare il decorso delle malattie e dei problemi fisici di ogni tipo, e un dottore ed una dottoressa passano ogni giorno dal centro per visitare I pazienti. Due donne hanno partorito all’arrivo, e sono state portate subito nell’ospedale più vicino. Il cibo è fornito dai volontari.