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Aggiornamenti da Haiti 2010


Terremoto di Haiti: sei mesi dopo


A sei mesi dal terremoto che ha colpito duramente Haiti, ActionAid Italia ha visitato l’isola per monitorare l’andamento dei lavori di risposta all’emergenza. Per una settimana abbiamo affiancato i colleghi di ActionAid Haiti nel loro lavoro di consegna di beni di prima necessità, assistenza psicosociale e pianificazione della ricostruzione.

Il nostro collega, in visita ad Haiti, racconta della distruzione, dei teli blu (distribuiti come riparo nelle emergenze) che ricoprono la città e dell’orgoglio e della speranza del popolo haitiano.
E si sofferma sulla storia di una nostra collega, che lavora per ActionAid da cinque anni:

"Martine lavora come interprete nell’unità che si occupa delle adozioni a distanza ad Haiti ed è quindi vicina alle comunità dei bambini sostenuti dall’Italia. Ogni settimana si reca nelle baraccopoli di Mariani e Philippeau per parlare con gli operatori che mandano avanti le attività di formazione, sviluppo sociale e microcredito, necessarie per creare un’opportunità per le persone che ci vivono.

Il 12 Gennaio 2010, Martine si trovava sulla via di casa bloccata nel caldo e puzzolente  traffico di Port au Prince, quando la terra ha tremato. La paura della scossa, il senso di smarrimento e di vuoto, l’ansia per le persone care, l’incomprensione della realtà hanno assalito Martine il cui riflesso è stato quello di correre. Correre a casa dai suoi figli, capire se fossero ancora vivi. Queste sensazioni sono quelle provate dai 3 milioni e mezzo di persone colpite dal terremoto che ha causato oltre 300.000 vittime, un milione e mezzo di sfollati e distrutto la maggior parte delle abitazioni e degli edifici pubblici nella capitale e nei suoi dintorni.

Mentre me lo racconta il suo viso tradisce poca emozione: bisogna guardare avanti, bisogna pensare a quelli che sono rimasti, bisogna pensare a chi prima del sisma aveva poco e adesso ha ancora di meno, bisogna liberare Haiti dalle macerie  e dalla oppressione dei ricordi.

Tutto il mondo dopo la tragedia ha voluto esserci e portare il proprio supporto e la propria solidarietà a Martine e ai suoi connazionali. Tutto il mondo si è improvvisamente riversato su questa piccola isola che ospita due nazioni: la parte fortunata vive di turismo e sta relativamente bene; quella sfortunata è la nazione più povera del continente americano. La città di Port au Prince è una moderna babele dove si parlano lingue diverse e dove quasi tutte le nazioni della Terra sono rappresentate. Questo ha portato anche confusione e talvolta ad episodi spiacevoli".

ActionAid International è invece presente sull’isola dal 1996 e può considerare la sua esperienza e conoscenza del contesto come valore aggiunto della sua azione di risposta all’emergenza.

ActionAid Haiti, come Martine, era al fianco della gente di Haiti prima del terremoto e si è immediatamente attivata nella risposta insieme al network di ActionAid International. Solo nei primi tre mesi, grazie al contributo dei soli sostenitori italiani, sono stati distribuiti 6000 kit alimentari, 2000 tele cerate per proteggersi e generi di prima necessità per circa 9000 persone.

Adesso il programma guarda in avanti, come Martine, ricostruendo le case, le scuole, gli ospedali e soprattutto la vita e la dignità delle persone.

“Martine mi saluta al termine del nostro giro per la capitale: deve correre a casa di sua sorella dove vive dal quel 12 Gennaio e  dove l’aspettano i suoi bambini”. 

 

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