
Haiti sei mesi dopo

“E’ la prima volta che lavoro da quando è successo il terremoto”
Guirlene libera dai detriti il percorso di acqua come previsto dal programma “Cash for work”. Guirlene Nicolas, 24 anni, vive nel campo di Bethel, a Philippeau. E’ impegata nel programma “Cash for work” organizzato da COZPAM, partner di ActionAid. Lavora per la sua comunità e in cambio ha uno stipendio.
“E’ la prima volta che lavoro da quando è successo il terremoto. Lavoro dal lunedì al sabato per 5 dollari al giorno” spiega Guirlene. “Il lavoro che faccio porta benefici alla mia comunità e a me. Vengo pagata per sgombrare la strada dall’acqua piovana. Con il terremoto, le macerie si sono accumulate nel canale di scolo dell’acqua e questo non permette all'acqua piovana di defluire. Quest'anno, nonostante il terremoto, con il lavoro che stiamo facendo, speriamo di non dover affrontare le inondazioni. Io userò il denaro guadagnato per iniziare un piccolo business così sarà in grado di mantenere la mia famiglia. Voglio essere in grado di mandare mia figlia e la mia sorellina a scuola.”
Riconoscendo il fatto che il continuo approvvigionamento di cibo e di altri aiuti possono creare dipendenza e rischiano di ridurre il senso di autonomia della gente, ActionAid ha recentemente iniziato alcuni programmi di “Cash for Work”. Nelle aree urbane di Port au Prince stiamo impiegando persone del luogo per raccogliere le macerie presenti nelle strade in modo che si prevenga il rischio di future inondazioni e l’acqua piovana possa defluire regolarmente dai canali di scolo. A Roseaux (Grand-Anse, dipartimento sud-ovest), le popolazioni locali vengono pagate per riabilitare un tratto di strada di quattro chilometri che va da Gomier a Jaquet. Nelle aree rurali stiamo fornendo sementi agli agricoltori per contribuire ad aumentare la resa dalla loro terra. Ad oggi, oltre 2.800 persone hanno partecipato alle attività di sostentamento e stanno ricevendo dei redditi utili per sostenere le loro famiglie. Stanno dunque beneficiando di questo programma oltre 17.000 individui.

Imparare a sorridere ancora.
Cherlandine Alexandre, 3 anni, è rimasta intrappolata nelle macerie per tre giorni, la madre e la sorellina giacevano morte accanto a lei. Il padre, non più in grado di prendersi cura di lei, l’ha affidata a Mona Clervaue, una vedova di 53 anni che vive a Philippeau.
“Accoglierla nella mia casa – spiega Mona - mi ha resa felice, ha portato molta gioia nella mia vita. Le pettino i capelli, la nutro, faccio qualunque cosa per farla sentire a suo agio e sicura. Cantiamo spesso insieme, parliamo di cosa è successo a sua madre e a sua sorella. Per aiutarla ad affrontare la sua situazione la mando al centro psico-sociale. Là fanno attività come disegnare, cantare e ballare. Da quando frequenta il centro la vedo più aperta e sorride di più. Queste attività sono una benedizione.”
ActionAid riconosce che il supporto emotivo, così come il supporto fisico è fondamentale in situazioni d'emergenza. Aiutare la gente a esprimere i loro sentimenti può aiutare il processo di recupero e aiuta le persone a riprendere una vita normale. ActionAid ha dato il via ad un certo numero di programmi che si propongono di aiutare bambini e adulti a fare proprio questo, superare il trauma e ricominciare a vivere. A Philippeau, nel nostro centro psico-sociale i bambini ricevono un'istruzione di base e sono incoraggiati a cantare, ballare e disegnare per esprimere i loro sentimenti. Ad oggi, con questi programmi, stiamo aiutando oltre 27.000 persone.