Vincere la povertà. Insieme.
 

Aiuti e crisi economica

 

L’Italia dall’inizio della crisi ha ridotto quasi di un terzo i propri aiuti allo sviluppo arrivando a essere il paese che, fra le economie avanzate, ha realizzato la contrazione maggiore, perfino più di Grecia e Irlanda. L’Italia si è avvantaggiata del senso di responsabilità degli altri paesi OCSE che hanno continuato a incrementare gli aiuti (+7,5% dall’inizio della crisi) per sostenere la stabilità del sistema internazionale.

La cooperazione allo sviluppo (legge 49/87) gestita dal Ministero degli Affari Esteri  passa dai 179 milioni di euro del 2011 - che era già stato il minimo storico dal 1996 - a un altro minimo con soli 86 milioni di euro (-51%) che registra un riduzione del 88% dal 2008. Si tratta del terzo dimezzamento degli ammontari della 49/87 in 4 anni - ossia dall’inizio di questa legislatura. La cooperazione allo sviluppo è stato tra i programmi dello stato più penalizzati. Si azzera la possibilità di dare avvio a nuovi interventi. Gli stanziamenti di cooperazione non obbligatorio incidono sul bilancio dello Stato per lo 0,011% dallo 0,025% dello scorso anno.

Nel 2010 l’Unione europea ha mancato l’obiettivo collettivo dello 0,56% per 14 miliardi di euro, adempiendo solo per 4/5 al proprio impegno verso i Paesi in via di sviluppo. In termini relativi, sul nostro Paese grava la maggiore responsabilità di questo europeo (38%). Rispetto alla contrazione dell’economia, dopo l’Austria e la Repubblica Slovacca, l’Italia è il paese che taglia di più il proprio aiuto.

Non è possibile risanare l’economia dell’Italia, cancellandone la cooperazione allo sviluppo. Il grave taglio alle risorse per la cooperazione del Ministero degli Affari Esteri corrisponde in valore assoluto a quanto si risparmierebbe dall’accorpamento di ACI e motorizzazione o dalla rinuncia alla costruzione di uno di 131 caccia bombardieri F-135, o da sei mesi di intervento militare italiano in Libia o alla metà delle spese del voto referendario e amministrativo non accorpato.
 

  •  ActionAid monitora costantemente il peso che assume l’aiuto pubblico allo sviluppo nelle scelte di politica economica del Governo. In particolare l’attenzione si concentra sul processo della Finanziaria dove si decidono tutte le risorse per le spese delle Stato. Insieme a CONCORD, ActionAid compara le scelte di bilancio italiane con quelle degli altri 27 Stati membri.

 

 

 

LEGGI I NOSTRI RAPPORTI in Ricerca e Analisi