Vincere la povertà. Insieme.
 

I risultati

 

Negli ultimi dieci anni l’aiuto pubblico allo sviluppo ha permesso a più di 40 milioni di bambini africani di completare l’istruzione elementare, ha garantito la distribuzione di 88 milioni di zanzariere anti-malariche che hanno salvato 2,5 milioni di vite e ha contribuito all’acquisto di terapie salvavita per il 45% di donne sieropositive incinte (evitando la trasmissione dell’infezione ai figli).

Iniziative finanziate dall’aiuto pubblico allo sviluppo possono anche migliorare la raccolta fiscale, riducendo la dipendenza finanziaria dei Paesi in via di sviluppo dalle risorse esterne.
 

  • L’aiuto ha un effetto stabilizzante sul reddito procapite in paesi sottoposti a shock economici.
     
  • I flussi d’aiuto contribuiscono alla crescita del Paese: l’aumento dell’aiuto del 10% può produrre una crescita dell’1% del PIL. In Africa l’aumento dell’1% dell’aiuto “a dono” ha determinato un aumento dello 0,13% di PIL nella regione.
     
  • L’aiuto contribuisce alla realizzazione di riforme giudiziarie di successo nel Paese oggetto dell’intervento.
     
  • L’incremento dell’aiuto per la salute favorirebbe l’accesso della popolazione alle strutture sanitarie: un incremento del 10% a sostegno alla spesa sanitaria del paese partner si tradurrebbe in un uguale incremento di persone che accedono alle strutture sanitarie pubbliche o private.
     
  • L’aumento dei flussi d’aiuto in un contesto di guerra civile ridurrebbe la durata del conflitto: il raddoppio dell’aiuto potrebbe raddoppiare le probabilità di un’interruzione delle ostilità.
     
  • All’aumento dell’1% dell’aiuto alle ONG corrisponderebbe una riduzione dello 0,01% del tasso di mortalità infantile. L’incremento dell’aiuto pari a un punto di PIL del paese partner aumenterebbe del 5% la partecipazione scolastica.
     
  • L’aiuto prevedibile nel lungo periodo riduce la fuga di capitali e aumenta gli investimenti nel paese partner.
     
  • In periodi di crisi, i flussi d’aiuto risultano più stabili e indipendenti dal ciclo economico delle rimesse degli emigrati e degli investimenti esteri privati.

 

L’aumento dell’aiuto allo sviluppo in maniera coordinata, rispondente alle esigenze di sviluppo del paese ha determinato una riduzione della dipendenza nei Paesi ed un aumento delle entrate fiscali proprie.

 

 

 

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