Vincere la povertà. Insieme.
 

Vorrei un Caffe' corretto

 Vorrei un caffé corretto!

Per un caffè più buono lo zucchero non basta...

VORREI UN CAFFE’ CORRETTO

Negli ultimi anni il caffè ha generato enormi incassi a catene come Starbucks e multinazionali come Nestlè mentre il prezzo pagato ai coltivatori locali per questo prodotto è precipitato, arrivando al livello di un secolo fa. Il consumatore non ha percepito la variazione dei prezzi, mentre per i piccoli coltivatori di caffè è stata una catastrofe.

Noi di ActionAid vorremmo avere delle garanzie sul fatto che il caffé oltre a essere buono rispetti la dignità dei contadini e dei braccianti che lo coltivano.

In occasione dell’ultima Giornata Mondiale dell’Alimentazione, ActionAid ha lanciato un’azione pubblica rivolta ai consumatori italiani di caffè, dato che ogni giorno in tutta la penisola se ne bevono ben 70 milioni di tazzine. La petizione “Vorrei un caffè corretto” ha lo scopo di mettere in contatto i clienti con il produttore della marca di caffé che comprano abitualmente. Sono i consumatori stessi, dunque, a chiedere garanzie sul fatto che il loro caffè sia effettivamente “buono”, ovvero che rispetti i diritti di ogni persona lungo tutta la catena di produzione.


Se anche tu vuoi avere rassicurazioni sul fatto che il caffè che consumi non sia frutto di un sopruso scrivi subito ai produttori di caffé per chiedere di garantire i diritti dei contadini vai sul sito  LA FAME.it e firma la cartolina per un caffé corretto!
 

Cos’altro puoi fare?

- scegli bene il tuo caffè, deve essere prodotto nel rispetto dei diritti dei contadini
- chiediti da dove viene
- pensa a chi lo produce: è gente come te
- parlane ai tuoi amici e spargi la voce
- non ti fidare della pubblicità e leggi bene l’etichetta


 

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