
HIV AIDS 2007
“Ogni promessa è debito” - Dicembre 2007
E’ la terza edizione del rapporto realizzato da ActionAid per valutare i progressi dell’Italia a fronte degli impegni internazionali sottoscritti per rispondere all’HIV/AIDS nei Paesi in via di sviluppo. Questo rapporto esamina l’adeguatezza degli stanziamenti finanziari e delle iniziative del nostro Paese per garantire un maggiore accesso alle terapie salvavita. “Ogni promessa è debito”, indica che dal 2000 fino al settembre 2007, l’Italia ha impegnato 552.508.501[1] euro per combattere HIV e AIDS. Nell’Africa sub-sahariana, si riversa il 95% delle risorse bilaterali dell’Italia - pari a solo circa 57,3 milioni di euro ripartiti su 22 Paesi. Al primo posto si trovano Sudafrica e Kenya, con 9,6 e 7 milioni di euro stanziati in otto anni. Il rapporto lamenta per l’Italia l’assenza di un documento strategico pluriennale che chiarisca i termini dell’approccio italiano alla lotta all’HIV/AIDS nei Paesi in via di sviluppo (PVS);la frammentazione geografica degli interventi a sostegno dei sistemi sanitari; l’assenza di impegni finanziari pluriennali per far fronte alla pandemia; il sostanziale disinteresse istituzionale riguardo alla questione della disponibilità delle terapie a prezzi contenuti. “Ogni promessa è debito” chiede al Governo italiano di: avviare una consultazione interministeriale per l’adozione di un piano strategico che indichi il contributo italiano per assicurare l’accesso alle cure per l’HIV /AIDS; predisporre uno strumento legislativo ad hoc che renda certo e prevedibile l’impegno di 4 miliardi di dollari per la lotta alle tre pandemie in dieci anni; aumentare gli stanziamenti destinati al settore sanitario nei Paesi dell’Africa sub-sahariana, rendendoli equivalenti a quelli per l’HIV /AIDS; sostenere il rafforzamento dell’industria di farmaci generici nei Paesi in via di sviluppo, promuovendo partnership e trasferimento di tecnologie, anche attraverso il sostegno finanziario alle società a partecipazione mista.
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OBIETTIVO 2010 - Febbraio 2007
Un piano G8 per battere l’emergenza HIV e AIDS e per garantire l’accesso universale alle cure mediche presentato in occasione del G7 finanziario, mette in allerta contro il rischio che la più ambiziosa promessa sottoscritta dai G8 nel 2005 - garantire l’accesso universale alle cure a tutti i malati di AIDS entro il 2005 – resti lettera morta, a causa della sola mancanza dei fondi. Infatti nel documento si indica che nel mondo l’accesso alle cure per le persone sieropositive stia aumentando arrivando a 1,8 milioni di persone alla fine del 2005 e che i Paesi del Sud del mondo stanno cercando di definire strategie nazionali d’intervento. Tuttavia, le maggiori difficoltà sono preseti sul piano finanziario: 8,2 milioni di persone sieropositive non hanno accesso alle terapie salvavita e si stima che già nel 2007 mancheranno oltre 8 miliardi di dollari per finanziare tutti gli interventi necessari per combattere la pandemia, con bisogni finanziari sono peraltro in continuo aumento fino a toccare i 23,2 miliardi di dollari nel 2010. Il rapporto si conclude domandando ai leader del G8 di predisporre un piano finanziario che calendarizzi i loro contributi fino al 2010 in modo da colmare il deficit.
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