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HIV AIDS 2011

 

Dicembre 2011 - "Ogni promessa è debito - la salute globale e la lotta all'AIDS. Quale credibilità per l'Italia?"
L’aiuto pubblico allo sviluppo italiano non ha mai raggiunto i livelli stabiliti dalla comunità internazionale necessari al pieno conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. La performance negativa italiana è ancora più evidente se si guarda l’APS specifico per la lotta all’HIV che, in mancanza dei pagamenti al Fondo Globale, è diventato quasi nullo con un taglio, tra 2008 e 2010, del 71%. Le stime indicano che, nel 2010, il contributo finanziario dell’Italia non rappresenta nemmeno un decimo di quanto il nostro Paese avrebbe dovuto versare nello stesso anno per contribuire al raggiungimento dell’accesso universale alle cure. Tutto questo mentre la ricerca ci dimostra che il trattamento antiretrovirale, fondamentale per il controllo, la prevenzione e la riduzione della diffusione del virus, può ridurre del 96% la probabilità di trasmissione del virus e oggi l'aspettativa di vita di un paziente opportunamente trattato raggiunge quella di individui sani. È chiaro quindi come, a meno di un drastico e immediato cambio di rotta, sia praticamente impossibile immaginare un qualsiasi ruolo dell’Italia per la salute Globale e per la lotta all’AIDS.
 

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Aprile 2011 “Efficacia degli aiuti per la salute: verso il 4° Forum di Alto Livello, Busan 2011”. Azione per la Salute Globale (Action for Global Health), rete europea di organizzazioni non governative, tra cui ActionAid, nel rapporto “Efficacia degli aiuti per la salute: verso il 4° Forum di Alto Livello, Busan 2011” analizza i finanziamenti erogati dai Paesi europei a favore del settore salute nel Sud del mondo. Secondo  i dati contenuti nel Rapporto, benché negli ultimi vent’anni gli aiuti mondiali per la salute siano aumentati, i Paesi europei hanno contribuito meno al settore rispetto agli altri donatori internazionali e le risorse raccolte sono ancora insufficienti. Per quanto riguarda in particolare l’Italia, nel 2009 i drastici tagli al budget degli aiuti hanno fatto scendere il nostro Paese al penultimo posto nella classifica dei 23 Paesi donatori del DAC (il Comitato di Aiuto allo Sviluppo dell’OCSE). Anche gli aiuti per la salute sono scesi allo 0,017% del Pil, un valore cinque volte inferiore a quello raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e le previsioni per il futuro sono peggiori, considerando che l’Italia non ha ancora versato il contributo al Fondo Globale per la Lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria del 2009 e 2010 e non ha preso impegni finanziari per il periodo 2011-2013.


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