Vincere la povertà. Insieme.
 

Governance 2009

Dicembre  2009 – Aidwatch ha prodotto per la prima volta un aggiornamento dell’atlante dei progressi e limiti di tutti e 27 stati membri dell’Unione Europea rispetto agli obiettivi di cooperazione di sviluppo fissati dall’Unione. L’obiettivo è quello di realizzare un monitoraggio in tempo reale degli stanziamenti per la cooperazione allo sviluppo e stimare la quantità di aiuto pubblicvo allo sviluppo effettivamente sborsato alla fine di dell’anno. Secondo le stime fornite dalle ONG europee, nel 2009 solo l’aiuto pubblico allo svilppo italiano si è ridotto in maniera significativa, per oltre 500 milioni di euro, tra i membri dell’Unione a 15.
Scarica il pdf
 

Novembre 2009 - "L’aiuto pubblico allo sviluppo nella Finanziaria 2010". All’avvio della discussione sulla manovra economica per il 2010 da parte della Camera dei Deputati, ActionAid ha preparato un’analisi relativa alle risorse per la cooperazione allo sviluppo stanziate dalla Finanziaria 2010. Per l’Italia, nonostante le rassicurazioni all’apertura del Vertice del G8, la Finanziaria 2010 ha deluso le attese. L’aiuto italiano, in assenza di cancellazioni del debito significative, si collocherà ben al di sotto dei livelli minimi del 2009 (0,17% del PIL). Queste scelte contraddicono i dati forniti dall’Euro-Barometro, secondo i quali il 74% degli italiani sostiene la necessità di mantenere le scadenze promesse per l’incremento dell’aiuto. Nella sua analisi ActionAid propone alcuni emendamenti alla manovra mirati ad aumentare le disponibilità finanziarie per la cooperazione allo sviluppo, in modo che l’Italia possa garantire un equo contributo ad una più rapida ripresa globale.
Scarica il pdf

Ottobre 2009 - “Che fine ha fatto la Cooperazione allo sviluppo” è il documento del CINI – di cui ActionAid è parte  - che analizza la Finanziaria 2010. Nonostante le rassicurazioni in sede G8, la Legge Finanziaria 2010 conferma l’azzeramento della Cooperazione allo Sviluppo. Sono infatti previsti solo 326 milioni di euro,  in termini reali il valore più basso almeno negli ultimi 13 anni (dal 1996). Nonostante gli impegni e le dichiarazioni solenni dei leader mondiali, Italia in testa, con questa Finanziaria il nostro Paese ignora gli impegni presi in ambito internazionale ed europeo per la Cooperazione allo Sviluppo e la lotta alla povertà nel mondo, e lo fa nell’anno del G8 di cui ha avuto la presidenza. Ci si allontana sempre di più dagli obiettivi di sviluppo del millennio. Lo strumento del 5x1000 è sparito da questa Finanziaria e non si hanno notizie neppure dei fondi del 5x1000 destinati dai contribuenti nel 2007. I fondi per i processi di integrazione e per le politiche migratorie sono praticamente azzerati.
Scarica il pdf


Agosto 2009
- ITALIAN AID AT GLANCE 2009 è il brief in inglese di ActionAid che dopo il G8 dell’Aquila riassume i maggiori cambiamenti quantitativi, qualitativi e strategici che hanno interessato l’aiuto pubblico allo sviluppo italiano nei primi 7 mesi dell’anno. Nonostante le rassicurazioni e la pressione internazionale, i pesanti tagli di inizio anno non sono stati reintegrati e l’aiuto pubblico allo sviluppo nel 2009 si aggirerà tra lo 0,15% e lo 0,17% del PIL, molto meno dello 0,22%. Intanto non c’è stato alcun seguito ufficiale sulla predisposizione dei un piano di rientro per l’aiuto italiano, con il DPEF licenziato che neppure fa riferimento alla necessità di incremento dell’aiuto per il riallineamento alla media europea. I maggiori sviluppi si registrano sul piano della qualità dell’aiuto con l’approvazione di una bozza di strategia multi-ltaterale e del piano programmatico per l’efficacia dell’aiuto con le sue 26 azioni di riforma previste. Il briefing esorta affinché queste nuove policy siano trasformate in nuove pratiche di aiuto e, prendendo ad esempio i risultati sullo slegamento dell’aiuto e le destinazioni di nuovi impegni all’africa sub-sahariana, avverte del rischio che i risultati possono distaccarsi dalle strategie.

Scarica il pdf

 

Maggio 2009 - Da quattro anni ActionAid pubblica a fine maggio la ricerca di valutazione della cooperazione italiana – ITALIA E LA LOTTA ALLA POVERTA’ – che valuta i progressi, le occasioni mancate, i punti di eccellenza e le sfide del contributo che l’Italia è chiamata a dare a sconfiggere la povertà globale. Quest’anno ITALIA E LA LOTTA ALLA POVERTA’ – DARE CREDITO ALLA RIPRESA conferma che vi sono segnali di miglioramento e dà credito alla possibilità di cambiamento. Al riconoscimento di elementi di ripresa si accompagna la preoccupazione per le scelte finanziarie più recenti: infatti, a meno di un ripensamento, la riduzione programmata delle risorse finanziarie porterà all’ulteriore ridimensionamento della politica pubblica di cooperazione allo sviluppo, trasformandola in un elemento residuale per la quale lo sforzo di rilancio, o quello parlamentare per assicurarne la riforma, non varranno l’impegno. L’aiuto italiano passerà dallo 0,22% del PIL allo 0,13-0,16%. I risultati della cooperazione italiana sono ancora insufficienti per poter definire l’Italia un donatore europeo e un paese in linea con gli impegni G8. Oltre alla preoccupazione sulla quantità degli aiuti, particolare attenzione deve essere dedicata a quegli ambiti dove i risultati si stanno deteriorando ulteriormente: aiuto dedicato all’Africa Sub-sahariana, aiuto verso i paesi meno avanzati, coerenza delle politiche. E’ dunque necessario ripensare alle scelte fatte dall’inizio della Legislatura e dare credito alla cooperazione affinché il suo rilancio non si interrompa. Nello scenario attuale, il rispetto degli impegni quantitativi per l’aiuto non riguarda solo la credibilità del nostro Paese ma il contributo al finanziamento dello sforzo complessivo di limitare gli effetti della crisi sui paesi più vulnerabili perché possano contribuire alla ripresa globale.
Scarica il pdf del rapporto in italiano

Download the english version

Scarica il pdf delle interviste ai politici

Scarica il pdf della sintesi

Scarica il pdf delle diapositive di presentazione

 

Maggio 2009 – Aidwatch report 2009 è la quarta edizione della ricerca delle ONG Europee che fornisce un atlante dei progressi e limiti di tutti e 27 stati membri dell’Unione Europea rispetto agli obiettivi di cooperazione di sviluppo fissati dall’unione. Le ONG hanno analizzato le performance dei loro rispettivi governi e fatto una previsione sulla probabilità che raggiungano l’obiettivo quantitativo per l’aiuto dello 0,51% del PIL, senza utilizzare statistiche creative dell’aiuto. Aidwatch infatti misura l’ “aiuto fantasma” degli stati membri, ossia quelle risorse che sono conteggiate come aiuto ma che in realtà non si trasferiscono verso i Paesi in via di sviluppo. Per quello che riguarda l’Italia, è l’aumento della quota di aiuto fantasma delle cancellazioni del debito che le ha consentito di incrementare leggermente i livelli di aiuto dal 2007. L’Italia risulta essere uno degli Stati meno trasparenti nei confronti dei contribuenti e dei cittadini dei Paesi partner rispetto alla gestione ed allocazione delle risorse pubblico per lo sviluppo così ed è il peggior donatore europeo in termini di aiuto legato.
Scarica il pdf

 

Aprile 2009- La ricerca analizza i fattori che hanno determinato l’allocazione dell’aiuto allo sviluppo per alcuni paesi donatori, fra cui l’Italia, dal 1998 ad oggi, confrontando poi questi risultati con quelli ottenuti per la media degli alti paesi europei e con la media dei paesi membri del G7. Dai risultati emerge come la politica di allocazione italiana rimanga principalmente dipendente dagli interessi del paese donatore più che dai bisogni del ricevente. Continuano, infatti, a ricevere maggiore aiuto le colonie, preferibilmente se  povere e scarsamente popolate, ed in genere paesi con cui si intrattengono rapporti commerciali. Rispetto al passato sicuramente si registra una tendenza a ridurre il peso di interessi di tipo strategico ma non quella di punire i riceventi più corrotti con una minore quantità di aiuto.
Scarica il pdf

 

Aprile 2009 - Questo rapporto di back-ground analizza la frammentazione dei flussi di aiuto su base geografica, settoriale e dimensionale, ponendo particolare enfasi alla performance italiana, comparata a quella degli altri Paesi DAC, ed ai sottogruppi DAC-UE e G7. aiuto italiano _e caratterizzato da eccessivo nanismo, soprattutto se comparato a quei Paesi che hanno flussi di aiuto bilaterale di pari volume. Per quanto riguarda l’analisi della distribuzione geografica degli aiuti, l’Italia non contribuisce in modo sostanziale alla loro concentrazione su scala regionale, distribuendo i propri aiuti in modo similare a quanto fatto da altri Paesi, ed in alcuni casi aumentando la frammentazione intra-regionale dei flussi. L’analisi della frammentazione settoriale ha mostrato che l’Italia tende a disperdere i propri aiuti in settori di intervento diversi più di quanto facciano gli altri Paesi UE e G7.
Scarica il pdf

 

Marzo 2009 - “Planning for good: Lessons learnt on aid effectiveness from 6 EU donors” - è il documento che il CINI (Coordinamento Italiano Network Internazionali, composto da ActionAid, Amref, Save the Children, Terre des hommes, Vis e WWF) ha presentato nel quadro della conferenza internazionale “Aid effectiveness: Perspectives from the South and the North”, che ha riunito esperti di aiuti allo sviluppo provenienti da paesi del Nord e del Sud del mondo, allo scopo di contribuire al dibattito sull’efficacia degli aiuti con una prospettiva che unisca paesi donatori e paesi partner.
Scarca il pdf


Febbraio 2009 - "Water and Sanitation Initiatives in Sub-Saharan Africa -
E’ un background paper di ActionAid per influenzare l’agenda G8 sul tema dell’acqua e delle strutture igieniche di base. Il documento analizza l’impegno bilatrale dei G7 per finanziare un settore sostanzialmente orfano, evidenziandone le aree problematiche. Il documento analizza i meccanismi multilaterali che dovrebbero garantire l’accesso all’acqua e alle strutture igieniche in Africa Sub-Sahariana secondo una griglia stabile di criteri, con il tentativo di individuare il meccanismo che il G7 dovrebbe sostenere, facilitando così la semplificazione del sistema.
Scarica il pdf

 

Gennaio 2009 – "Quanto aiuto italiano nel 2009?" Primo brief sulla finanziaria 2009. In attesa del dato ufficiale OCSE dell’aprile 2009, il rapporto Aiuto Pubblico allo Sviluppo/Prodotto Interno Lordo – (APS/PIL) per il 2008 e quello con cui l’Italia si presenterà ai due scrutini internazionali del 2009 – la presidenza del G8 e la peer review del DAC - sarà probabilmente attorno allo 0,22%2, livelli superiori quelli del 2007 – 0,19%. E’ ancora lontano l’obiettivo europeo dello 0,51% per il 2010.
Scarica il pdf

AGIRE INSIEME

Il tuo contributo può fare la differenza per sconfiggere povertà e ingiustizie.