Vincere la povertà. Insieme.
 

Governance 2010


Novembre 2010 -
per il terzo anno, il Coordinamento italiano  network internazionali (CINI), composto da ActionAid, Save the children, WWF, World Vision, VIS, Amref, ha presentato la sua analisi dell’impatto della finanziaria sulle disponibilità e stanziamenti della cooperazione allo sviluppo. L’analisi dal titolo “La Cooperazione allo Sviluppo? Mai così in basso” ha denunciato i tagli alla Cooperazione nella Legge di Stabilità 2011.  Regno Unito, Francia e Svezia hanno aumentato l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS). Germania e Belgio non hanno tagliato le risorse. Nonostante la crisi economica, i paesi seri mantengono gli impegni presi. In Italia, la Legge di Stabilità per il 2011 conferma il totale disinteresse del Governo per la Cooperazione allo Sviluppo e l’esplicita volontà di non rispettare gli impegni internazionali in materia di lotta alla povertà.  Per il 2011 sono ufficialmente disponibili 175 milioni di euro, ma al netto di impegni pregressi e delle spese di gestione del Ministero degli Affari Esteri si scende  sotto i 100 milioni di euro. Tra 2010 e 2011 molte “spese” si riducono, mentre sono cresciute dell’8,5% le spese per i sistemi d’arma del Ministero della difesa. Gli stanziamenti del “programma cooperazione allo sviluppo” subiscono un taglio del 45% e raggiungono il minimo da quando sono stati inseriti nel bilancio dello Stato.  Le ONG italiane ormai raccolgono e inviano nei Paesi in via di sviluppo attraverso il fund raising privato circa il 61% in più di quello di cui dispone il Ministero degli Affari Esteri per attività di cooperazione allo sviluppo.

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Giugno 2010 –
la quarta edizione della ricerca di ActionAid “L’Italia e la lotta alla povertà nel mondo: 2010 Cala il sipario” valuta progressi dell’Italia nel mantenimento degli impegni presi per la cooperazione pubblica allo sviluppo. Nel 2010 la cooperazione italiana migliora per alcuni aspetti che non implicano costi per le finanze pubbliche, a partire dalla destinazione degli aiuti, fino ad alcuni significativi passi in avanti sul tema della loro efficacia.

Nell’anno della Presidenza G8, l’Italia è l’ultimo donatore in termini di generosità, superato perfino da paesi dalle finanze pubbliche più instabili come Grecia e Portogallo. L’Italia ha ridotto di un terzo il volume dei suoi aiuti. Questa contrazione rischia di essere letta come il segnale del disinteresse italiano verso le difficoltà che stanno vivendo i Paesi in via di sviluppo. La mancanza di risorse finanziarie fa pesare le sue conseguenze su quelle aree che dipendendo dalla dimensione finanziaria. L’analisi ha valutato la cooperazione italiana anche dal punto di vista di membri rappresentativi della società civile dei paesi dove l’Italia ha maggiormente investito negli ultimi anni, Mozambico, Libano e Afghanistan. Inoltre ha incluso la seconda edizione della classifica dei 40 Parlamentari italiani più attivi in materia.

Nel 2010, ActionAid divide le raccomandazioni in due gruppi:

1) raccomandazioni di visione, rivolte alla politica, che puntano a superare gli attuali limiti, incluso quello finanziario
2) raccomandazioni a “costo zero” che l’amministrazione deve continuare a perseguire per dimostrare l’impegno genuino a garantire il massimo miglioramento possibile.

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Giugno 2010
“Penality against poverty” è la ricerca prodotta dalle ONG europee che analizza le performance dei 27 Paesi membri dell’Unione Europea in termini di aiuto pubblico allo sviluppo. La ricerca riconosce che l’Unione Europea non riuscirà a mantenere  il suo impegno quantitativo in termini di aiuto allo sviluppo (APS). L’UE non destinerà lo 0,56% in APS ai Paesi in via di sviluppo, proprio quando questi necessiterebbero di 64 miliardi di dollari, per mantenere invariati i loro livelli di spesa sociale. La responsabilità dell’ammanco finanziario europeo che genera una crisi di credibilità dipende soprattutto da Italia, Germania e Francia. L’Italia è responsabile per la maggioranza del deficit: ultima per generosità tra i Paesi OCSE, superata in Europa anche da Cipro e Malta. Il rapporto raccomanda di rispondere adeguatamente anche a questa crisi di credibilità: l’UE dovrebbe approvare piani d’incremento d’aiuto vincolanti monitorati da tutti gli Stati Membri.
 
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Marzo 2010
- In vista delle elezioni regionali del 28 e 29 Marzo, il CINI, di cui ActionAid fa parte insieme al  AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS, World Vision e WWF, ha presentato il “Contro sondaggio sulle elezioni regionali 2010”.  Il CINI ha scritto ai candidati alla Presidenza delle Regioni al fine di conoscere le loro posizioni e il loro programma in materia di Cooperazione allo Sviluppo e di lotta alla povertà nel mondo.  Sono state rivolte 5 domande concrete sui seguenti temi: la Cooperazione allo Sviluppo e la lotta alla povertà nel mondo, la promozione della cultura della solidarietà, le risorse del bilancio regionale da destinare alla cooperazione allo Sviluppo, la coerenza con gli obiettivi del millennio, la riforma della Legge 49/87 sulla Cooperazione allo Sviluppo. In totale hanno risposto alle nostre domande 18 Candidati Presidenti provenienti da 10 Regioni, 7 sono stati eletti presidenti. Tutti i candidati hanno risposto che si impegneranno a promuovere nella sua regione la diffusione della cultura della solidarietà internazionale e della lotta alla povertà, fondata sui diritti, sull’equità e sulla giustizia. Inoltre gli attuali presidenti di Lombardia, Puglia, Umbria, Emilia Romagna, Campania e Liguria si sono impegnati aumentare le risorse destinate alla Cooperazione allo Sviluppo e alla lotta alla povertà nel mondo fino allo 0,7% del Bilancio Regionale.
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Febbraio 2010 - Il CINI - la piattaforma delle sette organizzazioni internazioni di cui ActionAid fa parte - ha presentato la ricerca dal titolo “Coerenza delle politiche per lo sviluppo: obiettivi strategie e strumenti”. La ricerca  parte dalla considerazione che una serie di politiche esterne come ad esempio il commercio, le migrazioni, l’educazione, assumono un ruolo sempre più importante nel determinare le prospettive di sviluppo dei paesi poveri. La coerenza delle politiche dovrebbe assicurare che tutte queste politiche siano di sostegno o quanto meno non impediscano, i progressi verso le mete di sviluppo internazionalmente concordate. L’analisi si concentra sul caso Italiano, evidenziando come manchi un sistema istituzionale completo che possa garantire il perseguimento di una maggiore coerenza. Manca un organo di indirizzo e di controllo preposto ad avere una visione ed ad orientare il sistema. Nella prima parte il rapporto fa alcune proposte concrete per colmare questa mancanza, indicando nel: CIPE, Parlamento, CNEL e Corte dei Conti, gli organi che possono contribuire ad assicurare una maggiore coerenza del sistema in differenti fasi di programmazione, messa in opera e controllo delle politiche. Le altre sezioni indicano, come esempio, 5 politiche dove la coerenza dell’approccio italiano potrebbe migliorare, oltre a mappare il posizionamento italiano nel dibattito europeo. ActionAid ha contribuito alla ricerca sostenendo l’analisi sul sistema istituzionale dell’Italia sulla coerenza delle politiche e producendo la sezione sui biocarburanti.
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Gennaio 2010 - "Visti dall’Etiopia: opinioni informate sull’efficacia della cooperazione allo sviluppo italiana"
è il risultato dell’indagine svolta da ActionAid su come viene giudicata la qualità dell’aiuto italiano in Etiopia. L’analisi è suddivisa in due parti: nella prima parte la domanda è stata posta a funzionari del governo etiope e altri Paesi che lavorano in Etiopia; nella seconda parte la domanda è stata fatta alle comunità direttamente interessate da un’iniziativa italiana di sviluppo rurale durata più di dieci anni. Le opinioni delle istituzione etiopi e degli altri Paesi sulla cooperazione italiana sono tendenzialmente positive, anche se le risorse italiane sono poche prevedibili e tendono a non appoggiarsi a sistemi di gestioni etiopi. Anche per questo il giudizio complessivo del Ministero delle finanze è più negativo di quello della salute, così come i governi regionali hanno un’opinione più positiva del governo ad Adiss. E’ interessante notare che molti aspetti della cooperazione italiana sono sconosciuti agli altri paesi donatori sebbene lo sforzo di coordinamento italiano sia giudicato buono. La società civile locale etiope non ha un’opinione dell’intervento italiano poichè non conosce dove sia attiva la cooperazione italiana. Nella seconda parte relativa alle percezioni delle comunità interessate,  le opinioni delle comunità rispetto all’intervento italiano  sono state positive con alcuni limiti: sembra che non siano stati raggiunti i gruppi più poveri, sia scarsa la sostenibilità politica e finanziaria dell’interventi dopo la fine del sostegno diretto italiano, sia scarso il coinvolgimento delle comunità nelle scelte e messa in opera degli interventi con la percezione che vi sia stata un’interruzione eccessivamente brusca ed inaspettata dell’azione italiana.
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