Vincere la povertà. Insieme.
 

Governance 2011


Novembre 2011 –
in preparazione del quarto forum internazionale sull’efficacia dell’aiuto di Busan in Corea del sud, “Una costituente per l’aiuto allo sviluppo 2.0?” è l’analisi di ActionAid sia della posta in gioco all’incontro sia una valutazione dei risultati conseguiti dall’Italia in questi ultimi cinque anni in termini di qualità dell’aiuto. L’analisi sottolinea come le ambizioni alla vigilia dell’incontro siano molto limitate a causa anche della mancata leadership europea. I risultati dell’Italia nella messa in opera di riforme per l’efficacia sono modesti nonostante le dichiarazioni pubbliche d’impegno negli ultimi tre anni. L’analisi si chiude con una lista di raccomandazioni al governo italiano per la conferenza internazionale.
 

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Novembre 2011
le “conseguenze delle riduzioni degli aiuto sulla presenza italiana delle organizzazioni internazionali” è un lavoro di analisi che ActionAid ha commissionato all’ISPI per tentare di stimare un aspetto del costo per l’influenza e presenza del nostro paese a causa del disinvestimento drastico in aiuto internazionale. La dimensione scelta è quella della presenza del personale italiano nelle organizzazioni internazionali. L’analisi evidenzia una correlazione forza che un disinvenstimento in aiuti allo sviluppo dell’Italia, in particolare per l’aiuto multilaterale, determina una riduzione della presenza gli italiani nelle organizzazioni internazionali di sviluppo in particolare a livello di Nazioni Unite, con una perdita d’influenza e rango per il nostro paese.
 

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Settembre 2011 - ActionAid ha presentato a Roma l’edizione 2011 di “L’Italia e la lotta alla povertà nel mondo”, l’annuario indipendente sulla cooperazione pubblica internazionale dell’Italia che periodicamente fa il punto con una pagella sintetica della performance della politica pubblica di cooperazione  internazionale del nostro paese rispetto al recepimento delle buone pratiche internazionali,  agli impegni internazionali sottoscritti, descrivendo i maggiori cambiamenti avvenuti nell’amministrazione e nella politica italiana sul tema nell’ultimo anno. Il sottotitolo dell’edizione 2011 è “Fuori classe”: quest’anno la cooperazione italiana è stata “certificata” inadeguata rispetto alle ambizioni e agli standard europei, soprattutto in termini quantitativi. Se analizzata dal punto di vista della qualità degli aiuti, i risultati sono modesti. L’aiuto italiano è meno prevedibile, è aumentato il sovraprezzo di beni e servizi che acquista, si è ridotta la percentuale di aiuto concentrato in Paesi che potrebbero spenderlo più efficacemente, le iniziative d’aiuto sono sempre più micro e non c’è stato alcun progresso significativo per assicurare un’azione esterna coerente con le priorità e gli obiettivi della cooperazione allo sviluppo.

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Settembre 2011 - ActionAid International ha presentato la terza edizione del rapporto “Real Aid” con il sottotitolo “Ending Aid Dependency”. In un momento in cui si mette in questione l’efficacia l’aiuto pubblico allo sviluppo nel sostenere gli sforzi dei paesi emergenti per sconfiggere la povertà, "Real Aid" documenta i molti casi in cui l’aiuto ha prodotto un impatto positivo di sviluppo, contribuendo a fare la differenza nella vita delle persone e nelle condizioni degli Stati nella costruzione di servizi efficienti. L’altro dato positivo è così come la povertà si sta progressivamente riducendo, sta anche diminuendo la dipendenza dall’aiuto - ossia la spesa dei governi che dipende dall’aiuto esterno. “Real Aid” considera la dipendenza dall’aiuto negativa poiché impedisce politicamente ai Paesi in via di sviluppo di fare scelte di sviluppo completamente autonome, soggette allo scrutinio dei cittadini- limitando fortemente la possibilità di un processo di sviluppo sovrano e democratico. La dipendenza dell’aiuto porta spesso a una continua crescita dell’aiuto di bassa qualità, che non risponde alle esigenze del paese ma favorisce i molti interessi dei Paesi donatori. “Real Aid” non è tutto l’aiuto, ma solo quello ad alta qualità che sostiene il protagonismo dei paesi e nel medio periodo ne riduce la dipendenza  dall’assistenza esterna. Negli ultimi anni è aumentato il “real aid”, ma il rapporto si conclude raccomandando di accelerare il passaggio completo verso l’aiuto.

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Luglio 2011 - “L’efficacia dell’aiuto riduce la dipendenza” -
la ricerca di ActionAid international analizza in modo comparato le esperienza di Sierra Leone, Ruanda, Kenya, Tanzania, Zambia, Malawi, Nepal e Cambogia nella messa in opera delle riforme di gestione dell’aiuto allo sviluppo per migliorarne l’efficacia. In risposta ad impregni sottoscritti nel 2005, Paesi in via di sviluppo e Paesi donatori hanno tentato di cambiare il modo di gestire l’assistenza esterna. Il risultato è che ci sono di progressi sul miglioramento della qualità di governo, più aperto ai contribuiti della società civile e più trasparente. Lo spazio d’intervento della società e dei parlamenti nel paesi in via di sviluppo è ancora marginale mentre resta significativa l’ingerenza dei Paesi donatori sulle scelte di sviluppo interno del paese in via di sviluppo.
 

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Maggio 2011 - "2010 COLPITA: L’ITALIA AFFONDA L’EUROPA". La ricerca realizzata da CONCORD traccia un quadro sulle tendenze dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) per tutti i paesi membri dell’Unione Europea e certifica il primo fallimento di credibilità politica della cooperazione dell’Europa di Lisbona.  Il divario che separa l’APS dei paesi membri dell’UE dalla quota-obiettivo che l’Europa si era posta per il 2010, è attualmente di 15 miliardi e si prevede aumenterà ogni anno fino al 2015. Anche se solo 9 dei 27 stati membri hanno raggiunto l’obiettivo l’Italia è responsabile per quasi il 50% (43,8%) di questo deficit. L’Italia rischia di non arrivare allo 0,10% del PIL nel 2015 per i tagli all’aiuto e ha esportato in Europa il suo debito di credibilità internazionale. Accanto a questi limiti quantitativi il rapporto evidenzia la trasformazione delle finalità dell’aiuto. Aumenta la sua concentrazione  verso i 44 stati a rischio di conflitto, ma soprattutto nei 3 Paesi dove l’interesse geopolitico è più evidente: Iraq, Afghanistan and Pakistan. Afghanistan è il Paese prioritario per molti Paesi europei come Finlandia, Germania, Estonia, Itali, Lituania, Polonia, Slovacchia e Regno Unito. Cosa provocherà  la svolta nella guerra al terrorismo: l’ulteriore riorientamento in questi teatri degli aiuti o una riduzione generale degli aiuti? Il rapporto chiude   indicando una tendenza di rottura: la lotta alla povertà sta sempre più perdendo la sua centralità, sostituita da ricerca di sicurezza e perseguimento della crescita attraverso attori privati profit.

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Febbraio 2011 - "Tra austerità e volontà politica" - Le ONG europee di Aidwatch hanno prodotto un analisi dell’APS europeo per il 2011, monitorando i budget nazionali per il 2011 approvati nella maggior parte degli Stati membri. L’obiettivo di questa analisi è duplice: comprendere fino a che punto le misure di austerità messe in opera da molti Stati membri dell’UE hanno avuto ripercussioni sugli stanziamenti dell’APS e verificare fino in che misura le scelte per l’APS siano state differenti da quelle fatte per i bilanci nazionali. Molti Paesi hanno deciso di tagliare gli stanziamenti APS. Si tratta di decisioni che sono state fortemente influenzate dal contesto generale di consolidamento finanziario e taglio della spese che interesserà nei prossimi anni tutti gli Stati membri dell’Unione ad eccezione della Svezia e della Finlandia, che aumentano le spese a bilancio nel 2011. Eppure vi sono paesi in grado di mantenere o aumentare gli aiuti malgrado i concomitanti tagli al budget nazionale, dimostrando che rispettare impegni presi da tempo è soprattutto una questione di volontà politica.

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