Disuguaglianze Globali

Nel mondo potere e ricchezza sono nelle mani di pochi. Così, anche se ci sono risorse sufficienti per nutrire tutti, a causa delle disuguaglianze milioni di persone, ancora oggi, soffrono la fame. Intervenire sulla redistribuzione e l’accesso a risorse e potere è la soluzione.

 

A livello globale, una persona su tre nel mondo è malnutrita e il numero di affamati è passato da 777 milioni nel 2015 a 815 milioni di persone nel 2016: la fame è una delle principali conseguenze delle disuguaglianze nel mondo.

Lo squilibrio colpisce Paesi e persone, lasciando nelle mani di pochi potere e ricchezze e mettendo a rischio la vita di milioni di persone.

Noi di ActionAid crediamo che ci siano risorse sufficienti per tutti, ma che ancora la distribuzione e l’accesso alle risorse non siano equi, condannando milioni di persone a soffrire fame e povertà.

Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

L’obiettivo “Fame Zero” dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite è quindi irraggiungibile? Crediamo che serva cambiare approccio al più presto per salvare vite e vogliamo che l’Italia faccia la sua parte.

Siamo infatti convinti che sia dovere di tutti i Paesi impegnarsi con politiche di cooperazione basate sugli ideali di umanità e solidarietà, puntando al miglioramento dell’alfabetizzazione, alla diminuzione di malnutrizione e mortalità infantile, alla tutela del diritto al cibo e all’aumento dell’aspettative di vita delle persone.

Equa distribuzione delle risorse.

La nostra ricetta per uno Sviluppo Sostenibile? Un’equa redistribuzione delle risorse, partendo da alcune azioni fondamentali:

  • Aumentare la partecipazione delle persone garantendo a tutti il diritto all’alimentazione: i nostri interventi non si limitano mai alla fornitura di beni materiali, ma vengono progettati insieme alle comunità affinché siano direttamente le persone a realizzare il cambiamento di cui hanno bisogno;
  • Puntare su modelli agro-ecologici che promuovano una produzione di cibo ecosostenibile, capace di combinare tradizione, innovazione e scienza, e capace di promuovere relazioni eque tra tutti gli attori coinvolti nella produzione e nel consumo di cibo;
  • Investire sulle donne come motori di cambiamento: se le donne avessero le stesse possibilità degli uomini, la FAO stima che i raccolti aumenterebbero a livello globale del 20-30%, riducendo il numero degli affamati di un numero compreso tra i 100 e i 150 milioni di persone;
  • Limitare l’influenza delle multinazionali nel sistema di produzione e distribuzione alimentare, fermando il landgrabbing (ovvero l’accaparramento delle terre che toglie impropriamente ai piccoli agricoltori il diritto alla proprietà del loro appezzamento) e tutelando i diritti umani dei piccoli produttori e la salute dei consumatori;
  • Educare, partendo dai bambini a scuola, a ridurre lo spreco di cibo;
  • Promuovere un’educazione alla cittadinanza globale, rendendo le persone consapevoli che le buone pratiche di cittadinanza, esercitate da ciascuno di noi, possono avere un fortissimo impatto a livello globale.


L’implementazione dell’Agenda 2030 dell’ONU sarà per noi il filo conduttore che dovrà guidare non solo il nostro lavoro, ma anche quello delle istituzioni, sul tema delle disuguaglianze globali, generando così occasioni di crescita per le comunità vittime di esclusione e marginalizzazione.

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Palestina

In Palestina, come negli altri paesi in cui siamo presenti, sosteniamo il diritto all’autodeterminazione dei popoli e lavoriamo per difendere i diritti umani.

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