Violenza domestica

In Italia, 3 uccisioni di donne su 4 avvengono tra le mura domestiche. A livello globale il 38%. La violenza domestica è un fenomeno grave, che isola le donne dal resto della società. La soluzione ha un nome: empowerment.


La violenza domestica è uno dei fenomeni numericamente più gravi tra le varie forme di violenza sulle donne. Infatti è nel contesto familiare che avvengono la maggior parte degli stupri e delle uccisioni.

È proprio tra le mura domestiche e all’interno delle relazioni di coppia, dove maggiore dovrebbe essere la sicurezza e l’affetto, che si verifica la violenza spesso più difficile da vedere.

I dati sulla violenza domestica: in Italia e nel mondo.

I dati riguardanti l’Italia sottolineano tutta la gravità del fenomeno:

  •  delle 149 uccisioni di donne nel 2016, 3 su 4 sono in ambito familiare;
  •  il 62,7% degli stupri è commesso da partner o ex partner;
  • l’81,6% degli stupri subiti da donne italiane è stato commesso da connazionali.

A livello globale la situazione non è migliore:

  • il 30% delle donne impegnate ora o in passato in una relazione ha subito violenza fisica o sessuale dal partner;
  • il 38% delle uccisioni di donne è commesso da partner.

Conseguenze: componente psicologica e autonomia economica.

Nelle relazioni violente è frequente la componente della violenza psicologica, che isola le donne limitando la loro mobilità, le possibilità di accesso a opportunità di formazione e lavoro, e quindi limita la loro partecipazione alla vita sociale e politica delle loro comunità.

Le donne che hanno avuto una relazione con un partner violento hanno più difficoltà economica rispetto alle altre, perché partono svantaggiate sotto il profilo psicologico e professionale. Molte di queste donne non interrompono relazioni violente proprio perché non dispongono di sufficiente autonomia economica per provvedere a se stesse e ai propri figli.

Monitoraggio fondi.

Troppo spesso i servizi di supporto e assistenza alle donne che hanno subito violenza, non prevedono percorsi di introduzione o reintroduzione al lavoro e non rispondono quindi in maniera completa alle necessità di chi chiede aiuto. Questo soprattutto per mancanza di risorse umane e fondi dedicati, fattori che costringono i centri antiviolenza a sacrificare i servizi di empowerment economico all’interno dei percorsi di assistenza.

Per questo da anni monitoriamo l’utilizzo dei fondi pubblici destinati al contrasto della violenza sulle donne, per avere un quadro chiaro del loro utilizzo e promuovere trasparenza nella loro assegnazione e gestione. Sulla base di questi studi avanziamo proposte per il miglioramento dei servizi alle donne, di modo che chi è in cerca di aiuto ottenga le risposte di cui ha bisogno.

Empowerment.

Lavorare sull’empowerment, anche e soprattutto economico delle donne, diviene quindi fondamentale.

In Italia come nel resto del mondo, lavoriamo con i centri antiviolenza affinché l’assistenza fornita sia completa e le donne siano messe nelle condizioni di riappropriarsi della loro vita.

 

 

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