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Il tema dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo è uno degli argomenti dei vertici G7, ma mancano impegni concreti.

Il problema

I Paesi G7 hanno sempre avuto un particolare peso tra i donatori: l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) totale dei Paesi G7 nel 2016 è stato di 105,3 miliardi di dollari, che corrisponde a circa il 73% dell’APS totale dei Paesi OCSE-DAC. Ma per quanto riguarda l’aiuto pubblico allo sviluppo, con gli impegni presi al Vertice G8 di Gleneagles nel 2005, solo il Regno Unito ha raggiunto l’obiettivo dello 0,7% del PIL da destinare all’APS. L’Italia si colloca al terzultimo posto con lo 0,26% del rapporto APS/PNL, aumentando di 0,04 punti percentuali rispetto al 2015.

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La ricetta per i G7

Il tema dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo è uno degli argomenti tipici dei vertici G7, anche se dal 2005 mancano impegni concreti. Dato il rinnovato interesse per la cooperazione maturato in anni recenti dall’Italia e con la Presidenza 2017, il nostro Paese ha dunque l’opportunità di assumere un ruolo guida nelle decisioni relative all’APS, ricordando il peso dei Sette Paesi nello scenario dell’aiuto globale e l’importanza del loro impegno a raggiungere i gli obiettivi promessi sulla qualità e quantità dell’aiuto.

 

Raccomandazioni.

Tutti i Paesi coinvolti devono raggiungere lo 0,7% previsto nel rapporto APS/PNL.

Le risorse utilizzate all’interno dei confini nazionali, come quelle per l’assistenza ai richiedenti il riconoscimento di protezione internazionale, non dovrebbero avere un ruolo preponderante all’interno del totale stanziato da ciascun Paese per questo tema.

Occorre aumentare la quota destinata ai Paesi Meno Avanzati oggetto di priorità e rivolgere una maggiore attenzione verso gli Stati Fragili.