Rocinha

Il contesto


Rocinha
è una delle più grandi favelas di tutto il Sud America e vi abitano 180.000 persone.

Il suo nome significa “piccolo campo/fattoria” e si trova nella zona meridionale di Rio de Janeiro, alle pendici della montagna Dois Irmãos (Due Fratelli) e alle spalle dei ricchi quartieri di São Conrado e Leblon, nonché vicino Barra da Tijuca, il quartier generale delle Olimpiadi.

Rocinha è nata nel 1930 quando la zona fu occupata da immigrati del nord est del paese che scappavano da povertà e siccità e cercavano condizioni di vita migliori in città.

In passato la favela era tristemente famosa per la guerra tra Governo e bande di narcotrafficanti: la situazione è leggermente migliorata negli anni 2000 quando, a seguito di una vasta operazione di polizia, le sparatorie e i morti hanno cominciato a diminuire.

Ancora oggi restano in ogni caso problemi gravi, come la carenza di infrastrutture e di servizi fondamentali: manca quasi totalmente un sistema fognario, l’acqua potabile, l’illuminazione pubblica così come un sistema scolastico efficiente. La sanità insufficiente e il sovraffollamento provocano inoltre il diffondersi di malattie infettive gravi come colera, dengue, epatiti, febbre gialla, meningiti e ultimamente anche tubercolosi.

La popolazione vive in condizioni di estrema povertà e le case sono spesso baracche fatiscenti, costruite una sull’altra con materiali di fortuna, come l’eternit, che espone gli abitanti anche ai rischi sulla salute dati dall’amianto.

A tutto ciò si aggiunge l’endemico problema del traffico di droga che produce un fatturato di oltre 3 milioni di euro al mese solo a Rocinha, dove influenza e regola l’intera vita della favela, in uno stato di pace solo apparente.

Gli abitanti della zona inoltre sono vittime di discriminazioni e ghettizzazioni, fenomeni che alimentano un circolo vizioso in cui la fanno da padrone violenza, droga e povertà.

Non a caso Rocinha ha tra i peggiori Indici di Sviluppo Umano di tutto il Brasile: solo l’1% della popolazione ha un diploma superiore a quello liceale e la frequenza scolastica media è di soli 4 anni.


Storia di Kainã

Prima il centro sportivo era brutto e il campo pieno di buche...

Adesso abbiamo gli spogliatoi e ci hanno comprato anche delle maglie nuove!

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Storia di Manuela

Mi piace molto venire all’asilo: ora è tutto nuovo e sono così felice!

La mia attività preferita è fare l’orto e mi piace la frutta.

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Storia di Maria Cristina

Mio nipote Kainã frequenta il centro sportivo ristrutturato da ActionAid e CONI.

Sono felice, perché così sta lontano dai guai quando non è a scuola!

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Storia di Zezé

Voglio formare cittadini consapevoli e lo sport è uno dei mezzi per farlo. Per questo ho deciso di lavorare con i bambini.

Grazie ad ActionAid e CONI anche Cidade de Deus ha beneficiato delle Olimpiadi.

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Storia di Jamile

Amo ballare e voglio diventare una ballerina.

Vado sempre volentieri all'asilo, perché adesso è tutto più bello!

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Storia di Beatriz

Vengo volentieri a scuola perché faccio un sacco di cose.

Imparo divertendomi!

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Storia di Sueli

Prima dell’intervento di ActionAid l'asilo in cui lavoro era messo male.

Adesso possiamo offrire un servizio di scuola e doposcuola gratuito e di qualità, con musica, danza e capoeira!

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Storia di Alessandra

Ho scelto il Brasile perché in questo paese mi ci sono riconosciuta all’istante.

Dedico tutto il mio tempo ai bambini della favela di Rocinha.

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