Scorri la pagina

#8marzo – Giustizia per Hodoo!

Hoodo (nome di fantasia), una bambina di 11 anni originaria della regione di Sanaag, in Somaliland, si è tolta la vita dandosi fuoco dopo l’assoluzione del suo stupratore.Il 6 Settembre…

Hoodo (nome di fantasia), una bambina di 11 anni originaria della regione di Sanaag, in Somaliland, si è tolta la vita dandosi fuoco dopo l'assoluzione del suo stupratore.Il 6 Settembre dello scorso anno, un uomo l'ha violentata mentre stava raccogliendo legna da ardere, non molto lontano da casa.Come la maggior parte delle bambine e ragazze in Somaliland, Hoodo era stata in precedenza sottoposta a mutilazione genitale. Per questo l’uomo ha prima usato un coltello per tagliare via l'infibulazione e poi l’ha brutalmente violentata. Una volta finito l’ha abbandonata sanguinante nel letto di un fiume asciutto, minacciando di tagliarle la testa se avesse riferito a qualcuno quello che era successo.Rientrata a casa, sua madre l’ha subito portata in ospedale, ma non hanno voluto ricoverarla senza la lettera di denuncia da parte della polizia. In Somaliland, infatti, c’è una forte tendenza ad accusare e isolare le vittime di stupro. In un sistema dominato dagli uomini, quelle che hanno il coraggio di denunciare le violenze sono spesso rifiutate dalla comunità. La madre di Hoodo ha dovuto perciò fare avanti e indietro tra l’ospedale e il distretto di polizia. Quando finalmente la bambina è stata accettata dall’ospedale e ha potuto farsi esaminare, il medico ha confermato che non solo Hoodo aveva subìto uno stupro, ma che le era anche stata provocata una fistola.Per Hoodo e la sua famiglia, come per tutte le altre vittime, gli effetti della violenza sessuale sono devastanti, oltre che fisicamente e mentalmente, anche da un punto di vista economico. Non sempre, infatti, le famiglie delle vittime riescono a permettersi le cure necessarie e le spese legali per avere giustizia. Ma con il sostegno di ActionAid il caso era stato portato in tribunale e il colpevole arrestato e condannato a otto anni di prigione, nonostante l’uomo meritasse una pena molto più severa.Purtroppo, il padre di Hoodo ha negoziato con gli anziani: ha accettato un risarcimento di 400 dollari per acconsentire alla liberazione dell’uomo che aveva violentato sua figlia.A metà gennaio, la bambina stravolta da quanto vissuto negli ultimi mesi, si è tolta la vita dandosi fuoco.La polizia a fine mese ha archiviato la sua morte come "incidente".Gli operatori di ActionAid non si sono arresi e seguono ancora il percorso della giustizia. In Somaliland, nonostante le donne possano lavorare, possedere la terra e svolgere attività sociali, la politica resta prerogativa degli uomini, non c’è nessun giudice donna in tutto il Paese. Anche l’impiego nel settore terziario è di fatto precluso: ci sono addirittura aziende che per regole interne non assumono donne!ActionAid è al fianco di tutte le donne vittime di abusi. Lottiamo ogni giorno per contrastare qualsiasi forma d’impunità, facendo sì che tutti quelli che commettono violenze contro bambine e donne paghino per i loro crimini.