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A Gaza ora c’è anche l’inverno a colpire duramente

A sei mesi dall’invasione israeliana della striscia di Gaza, ora c’è anche il freddo invernale a colpire duramente la popolazione palestinese.

A sei mesi dall’invasione israeliana della striscia di Gaza, ora c’è anche il freddo invernale a colpire duramente la popolazione palestinese.

Sono migliaia le persone che hanno un disperato bisogno di beni di prima necessità per sopravvivere. Sono oltre 100.000 i palestinesi rimasti senza un tetto e scandalosamente l'intera popolazione di Gaza - 1,8 milioni di persone - vive in condizioni drammatiche. Recentemente l'ONU ha dichiarato che 96.000 case sono state danneggiate o distrutte la scorsa estate: un danno che è due volte superiore alle stime iniziali fatte subito dopo l’invasione.

L’intervento di ActionAid.

Nel 2014, grazie ai nostri sostenitori abbiamo raccolto a livello internazionale più di 1.500.000 Euro per realizzare il nostro lavoro nell’area.
ActionAid Palestina sta lavorando con grande impegno per aiutare le comunità più colpite. Attualmente stiamo distribuendo buoni acquisto del valore di 200 Euro a circa 500 famiglie - circa 3.000 persone -, in modo che possano acquistare gli beni essenziali come: lenzuola e coperte pesanti e vestiti caldi, in particolare per i bambini, stufe e teli di plastica per impermeabilizzare le case danneggiate. Nel nostro intervento stiamo dando la priorità alle persone più bisognose: donne capo famiglia. Famiglie che non hanno ricevuto aiuto da altre organizzazioni, famiglie con malati cronici o anziani.

Perdere tutto.
La storia di HajerHajer Ahmed Saleh è originaria di Beit Hanoun nel nord di Gaza, una delle zone più colpite.
10 anni fa, Hajer ha venduto tutti i suoi beni personali più preziosi per aiutare la famiglia a costruire una casa. Poi ha meticolosamente risparmiato i pochi soldi che guadagnava, per acquistare piccoli elettrodomestici di uso comune come lavatrice e frigorifero. Lo ha fatto a rate, come tanti di noi. Non è rimasto nulla.
La casa della famiglia Saleh è stata distrutta dai bombardamenti. Ora vive in un rifugio provvisorio con il marito e 6 figli, 3 bambine e 3 bambini tra i 2 e i 9 anni.  Lo hanno costruito con materiali di fortuna davanti alle macerie della loro vecchia casa.
Hanno perso tutto, ma riceve ancora le chiamate dei negozianti che la sollecitano a pagare le rate residue per elettrodomestici e mobili. "Dove troviamo i soldi per pagare’" - chiede. - "Mio marito è un operaio edile e riesce a malapena a trovare un lavoro saltuario".

Ma la preoccupazione più grande di Hajer è mettere i suoi figli al riparo dal clima rigido dell’inverno a Gaza.
La famiglia di Hajer è una delle tante che stiamo aiutando grazie al contributo dei nostri sostenitori. Con il buono acquisto che mettiamo a sua disposizione potranno acquistare coperte, materassi, giacche e scarpe per affrontare il freddo.