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Aiutiamo le famiglie che hanno perso i propri cari a causa di…

Sono ormai quasi 5.000 le vittime Ebola, e il bilancio purtroppo sembra destinato a salire.Oltre i bilanci ufficiali, c’è una storia che i media non raccontano. É quella di chi…

Sono ormai quasi 5.000 le vittime Ebola, e il bilancio purtroppo sembra destinato a salire.Oltre i bilanci ufficiali, c’è una storia che i media non raccontano. É quella di chi che è sopravvissuto alla malattia e di chi ha perso i propri cari.Cibo e beni di prima necessitàIn Liberia, abbiamo iniziato a distribuire beni di prima necessità alle persone che vengono dimesse dai centri di trattamento. Chi lascia i centri di trattamento non ha più nemmeno i vestiti che avevano indosso al momento del ricovero: tutti gli oggetti toccati deve essere distrutti, vestiti compresi. Molte persone hanno perso tutto quello che avevano e non hanno soldi per ricomprare nemmeno lo stretto necessario per affrontare la giornata.Abbiamo sentito racconti di medici e infermieri che donano i propri vestiti ai pazienti di Ebola, ma il loro numero è così cresciuto che non è più possibile aiutare tutte le persone in stato di necessità con questa forma di solidarietà spontanea.I nostri kit per i sopravvissuti includono abiti, cibo e articoli di base per l’igiene, come dentifricio e sapone. Si tratta di beni essenziali che non solo assicurano un po di cibo e pulizia, ma aiutano le persone a recuperare la loro dignità.Chi è venuto in qualche modo a contatto con una persona colpita da Ebola viene automaticamente messo in stato di quarantena. In questa condizione è molto difficile procurarsi ogni cosa, anche il cibo. Anche queste persone stiamo distribuendo beni di prime necessità.Matenneh Kromah è incinta. A causa di Ebola ha perso marito, cognato e suoceri. L’ho incontrata mentre con i colleghi effettuavamo una distribuzione di cibo. Mi ha raccontato la sua storia.La storia di Matenneh."Qualche settimana fa mio suocero è morto. Pensavamo avesse contratto la malaria. Siamo musulmani e abbiamo effettuato la sepoltura il giorno stesso. Mio marito e suo fratello hanno preso parte alla cerimonia. Cinque giorni dopo, mia suocera si è ammalata ed è morta nel giro di pochissimo. Poi mio è toccato a mio cognato.Mio marito è stato preso dal panico quando si è reso conto che quello che era successo non era normale e ha capito che poteva trattarsi di Ebola. Pochi giorni dopo ha avuto la febbre e mi ha chiesto di portarlo al centro di trattamento di Ebola presso l'ospedale di Monrovia. Siamo andati e per fortuna è stato accettato al centro. Ogni giorno, per nove giorni, ho fatto la spola da casa nostra al centro, per controllare il suo stato di salute. Ci mettevo più di due ore, perché dovevo cambiare autobus tre volte, ma era tutto quello che potevo fare per lui.Dopo nove giorni mi è stato detto che le sue condizioni erano critiche. Ho pregato e pianto e chiesto a Dio di risparmiargli la vita. Al mio fianco non avevo nessuno. Intorno alle persone colpite da Ebola c’è una fortissima stigmatizzazione sociale e nessun altro membro della famiglia si è fatto avanti per sostenere me e i miei figli. Non c’era nessuno con me al centro di trattamento ad ascoltare il referto dei medici sulle condizioni di mio marito.Pochi giorni dopo le fredde mani di Ebola ci hanno sottratto per sempre mio marito. Sono rimasta come paralizzata. Avevo paura che anche io e miei figli avessimo contratto Ebola mentre ci prendevamo cura di lui. Siamo stati in quarantena per 21 giorni".Un sostegno vitale per le persone in quarantena"Mentre eravamo in quarantena gli attivisti di ActionAid si sono presi cura di noi. Venivano a trovarci, si informavano sulla nostra salute e ci portavano cibo, sapone, secchi con acqua pulita e prodotti per disinfettarci. Hanno giocato con i bambini e non mi hanno fatto mai mancare l’incoraggiato per guardare avanti".Matenneh e la sua famiglia sono ora usciti dalla quarantena e sono stati dichiarati ufficialmente liberi da Ebola. Il cibo e i beni di prima necessità che distribuiamo sono di vitale importanza per chi è in stato di quarantena.Ci sono tante persone come Matenneh che hanno bisogno del nostro aiuto per provare a ricostruire la loro vita!Dai anche tu il tuo contributo.