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Attenzione, cambiano le regole del gioco!

Non sarà politically correct parlare di gioco quando si tratta dei diritti fondamentali di milioni di persone, ma la sintesi in questo caso è necessaria. Infatti, nel giro di qualche…

Non sarà politically correct parlare di gioco quando si tratta dei diritti fondamentali di milioni di persone, ma la sintesi in questo caso è necessaria. Infatti, nel giro di qualche settimana, tra la fine di maggio e giugno, un paio di eventi di rilievo internazionale ci hanno raccontato molto in merito a come sta cambiando la lotta alla povertà nel mondo. Fra le tante pagine delle dichiarazioni ufficiali ci si può forse perdere; provare a riassumere per capire l’aria che tira è cosa utile.Parliamo delle presentazione del rapporto su un nuovo partenariato globale per lo sviluppo, messo a punto da un gruppo di personalità voluto dal Segretario delle Nazioni Unite (www.un.org) e del Vertice del G8 (www.gov.uk), che si è da poco svolto in una località appartata in Irlanda nel Nord. I due eventi hanno diversi elementi in comune, e fra questi l’impronta lasciata dal Premier britannico David Cameron, padrone di casa del Summit e protagonista della preparazione del documento sulla futura partnership.Cameron non ha nascosto la sua ispirazione, alla quale ha più volte fatto riferimento, utilizzando l’espressione the golden thread of development; come spesso accade del discorso politico, si tratta di un’espressione che si è arricchita di tanti colori e sfumature, ma un pezzo forte sembra proprio essere il ruolo dell’impresa e del libero mercato come motori dello sviluppo. Non è quindi un caso che il documento del G8 a guida britannica metta al centro il commercio, e il tema della povertà è collocato in mezzo ad altre priorità. Non è quindi un caso che nel rapporto per il Segretario Generale ci si raccomanda che le imprese debbano dar conto ai loro azionisti, e non a parlamenti e governi.Se guardiamo al Vertice ospitato dalla Gran Bretagna 2005 la differenza è sorprendente. L’Africa era stata al centro della discussione dei Paesi più ricchi; il Summit di Gleneagles viene ancora ricordato per i precisi impegni a sostegno dei Paesi più poveri, specialmente nella forma di aiuti e cooperazione allo sviluppo. Sono passati pochi anni, ma cambiamenti che hanno origine profonde sono rapidamente maturati, come ci ricorda l’affermazione di Brasile, India, Cina e Sudafrica fra le prime potenze economie mondiali. Questo cambiamento non poteva lasciare immutati i termini della lotta alla povertà; l’importante è non smarrirsi, cercando nuove soluzioni per l’affermazione dei diritti, senza sacrificare il bene di tutti per il profitto di pochi.