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Biocarburanti al bivio: il Parlamento vota la riforma

La revisione delle direttive europee che regolano la produzione ed il consumo di biocarburanti è giunta ad un passaggio cruciale. Infatti, il prossimo 24 febbraio la Commissione ambiente del Parlamento…

La revisione delle direttive europee che regolano la produzione ed il consumo di biocarburanti è giunta ad un passaggio cruciale. Infatti, il prossimo 24 febbraio la Commissione ambiente del Parlamento europeo dovrà esprimersi in seconda lettura sul pacchetto di revisione conosciuto come direttiva ILUC’.  Fin dall’avvio della revisione, ActionAid ha chiesto alle istituzioni europee ed al governo italiano che si cogliesse l’occasione per una radicale riforma, promuovendo una maggiore sostenibilità ambientale, sociale ed economica, che l’attuale impianto normativo non è in grado di conseguire.L’obiettivo principale della revisione era quello di promuovere l’utilizzo di  biocarburanti che effettivamente garantiscono un risparmio di emissioni rispetto alle fonti fossili e ciò è possibile solo contabilizzando all’interno dei criteri di sostenibilità anche le emissioni indirette causate dall’aumento delle superfici dedicate alle coltivazioni agro energetiche (che siano alimentare o colture dedicate). Tali emissioni indirette, dovute al Indirect land use change, sono al cuore del processo di revisione ma su di esse, purtroppo, pur con differenze significative tra la posizione dei governi e quella del Parlamento espresse durante la prima lettura, l’Unione europea non sta facendo abbastanza.Cosa chiediamo: che venga introdotto un corretto conteggio delle emissioni causate dai biocarburanti incluso quelle indirette (ILUC) per porre fine all’utilizzo di quei biocarburanti che non garantiscono un effettivo risparmio di emissioni.Un secondo fondamentale aspetto riguarda il limite all’utilizzo di biocarburanti ricavati da prodotti alimentari e dalle coltivazioni agro-energetice dedicate (energy crops). La proposta che il relatore del dossier, il finlandese Torvarlds, poterà al voto della Commissione ambiente la prossima settimana, prevede di limitare al 6%, rispetto all’obiettivo di sostituzione del 10%, l’utilizzo dei land-based biofuel.  Questo tipo di biocarburanti copre in media il 5% del consumo totale di carburanti in Europa e per questo il limite dovrebbe almeno essere posto a tale livello, in modo da bloccare da subito ogni ulteriore crescita del loro consumo il cui impatto sulla dinamica dei prezzi dei prodotti agricoli relativi, come evidenziato durante la crisi alimentare del 2007-2008, può determinare significativi impatti sociali. I biocarburanti sono stati un driver fondamentale della corsa alla terra nei Paesi in via di sviluppo contribuendo al fenomeno conosciuto come Land Grabbing vale a dire violazioni sistematiche di diritti umani fondamentali come, ad esempio, quello al  cibo.Che cosa chiediamo: di porre un limite al 5%, l’attuale livello medio di sostituzione a livello europeo, ai biocarburanti di prima generazione e a quelli ricavati da coltivazioni agro-energetiche dedicate, al fine di prevenire un’ulteriore competizione con il cibo, la terra e l’acqua necessari a sfamare  le persone e per lasciare lo spazio per lo sviluppo di biocarburanti davvero sostenibili.Infine, c’è la partita su i cosiddetti biocarburanti avanzati, ovvero ricavati da materie prime che non entrano in competizione con la destinazione alimentare, sulla cui definizione e sostenibilità, tuttavia, si è aperto un grande dibattito non ancora concluso. Osannati da chi li crede la soluzione ad ogni problema di sostenibilità che caratterizzano quelli di prima generazione,  vanno in realtà considerati con grande cautela accompagnandone l’utilizzo a stringenti, ed attualmente assenti, criteri di sostenibilità ambientale e sociale.Che cosa chiediamo: l’introduzione di stringenti criteri di sostenibilità per tutti i biocarburanti, inclusi quelli avanzati, al fine di prevenire impatti sociali, ambientali ed economici negativi, evitando gli errori già commessi in passato.Il voto della prossima settimana al Parlamento europeo rappresenta un’occasione unica per porre finalmente un limite all’utilizzo sempre più crescente di biocarburanti i cui rischi sociali e ambientali sono stati ampiamente descritti. E di fondamentale importanza che la Commissione ambiente licenzi una proposta ambiziosa e dia mandato al rapporteur Torvalds di negoziarla direttamente con il Consiglio. L’assenza di coraggio nella proposta e di un mandato chiaro per il rapporteur, farebbe affondare definitivamente il pacchetto ILUC nelle sabbie mobili dell’iter decisionale europeo, chiudendo così le porte a qualsiasi, seppur non radicale, cambiamento. Per questo è importante fare pressione sui nostri parlamentari italiani. Andando sul sito http://takeaction.biofuelsreform.org/ è possibile prendere parte ad un’azione di mobilitazione lanciata a livello europeo inviando tweet ai Parlamentari europei italiani della commissione ambiente per sollecitarli a votare una proposta che sia effettivamente capace di migliorare la sostenibilità complessiva dei biocarburanti.