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Calcio femminile: una storia lunga 119 anni e 8.500 kilometri

Questa storia comincia in Inghilterra negli ultimi anni dell’800 e finisce in America centrale, più precisamente, in Honduras, nella primavera di quest’anno.Il 23 marzo 1895 si giocò a Londra la…

Questa storia comincia in Inghilterra negli ultimi anni dell’800 e finisce in America centrale, più precisamente, in Honduras, nella primavera di quest’anno.Il 23 marzo 1895 si giocò a Londra la prima partita di calcio femminile della storia: North England contro South England, finì 7 a 1 per il nord e le cronache parlano di ottomila spettatori. Il 5 dicembre del 1921 la Football Association bandì il calcio femminile con le seguenti motivazioni: «viste le proteste per il calcio giocato dalle donne, il Consiglio sente di dover esprimere un’opinione forte sul fatto che il gioco del calcio non è adatto alle donne e non dovrebbe essere incoraggiato». Secondo i dirigenti del calcio inglese, supportati dalla stampa e da qualche parere medico un tantino bislacco, per le donne giocare a calcio era dannoso, ne minava la femminilità e soprattutto la fertilità. Alle società calcistiche fu proibito di affittare i loro campi da gioco alle squadre femminili.Mezzo secolo dopo, nel 1971, la Football Association rinsavì e tolse il bando alle signore del pallone. Nel mentre, tra il 1917 e il 1965, complice la Prima Guerra Mondiale e nonostante l’ostracismo della classe dirigente del calcio inglese, le Dick Kerr Ladies divennero la più grande squadra di calcio femminile di tutti i tempi.La loro storia, dimenticata per molti anni, è stata riportata in vita, verso la metà degli anni 90 dal libro di  Gail Newsham , In a League of Their Own (in italia se ne è occupata Alessia Guglielmi sul bolg Futbologia).Prima di essere giocatrici, le ragazze di Preston, erano operaie, lavoravano in un’ex fabbrica di tram, la Dick Kerr’s Ltd, riconvertita per la produzione di armamenti. Gli uomini erano tutti al fronte e  il governo, per tenere alto il morale del paese, incoraggiò attività ricreative.Le Dick Kerr Ladies non giocarono mai per denaro, la loro paga rimase sempre quella della fabbrica (dodici ore al giorno, sei giorni su sette, stipendio dimezzato rispetto agli uomini). Tutti gli incassi delle loro partite vennero devoluti a enti e ospedali che si occupavano della cura dei reduci di guerra. Si calcola che, al cambio odierno, abbiano raccolto qualcosa come 10 milioni di sterline.Primavera 2014 a La Esperanza, città onduregna vicino al confine con El Salvador, le giovani donne  della comunità indigena dei Lenca hanno dato vita a un mini campionato di calcio. Grazie all’aiuto dell’organizzazione giovanile Jóvenes Liderando Cambios e dell’ente britannico di beneficenza Progressio, sono state create alcune squadre femminili di calcio. Così racconta l’iniziativa Charlotte, una giovane volontaria: «l’idea del calcio femminile nasce per abbattere le disuguaglianze di genere all’interno delle comunità».L’Honduras è al 120° posto nel Gender Inequality Index, l’indice che calcola la disuguaglianza di genere, i casi di violenza domestica sono moltissimi (viene uccisa una donna ogni 18 ore). Le più colpite sono le giovani donne che emigrano dalle comunità rurali verso le grandi città.Queste ragazze si trovano catapultate in un scenario metropolitano, caotico e poco accogliente senza aver mai sperimentato alcun tipo di relazioni al di fuori del loro ambiente domestico. Sono quindi facile preda della criminalità. L’attività sportiva aiutale ragazze Lenca a costruire relazioni fuori dal nucleo famigliare. Il calcio ha accresciuto la fiducia in loro stesse, la capacità di autoorganizzarsi, ha dato loro la possibilità di esistere fuori dal  prestabilito ruolo di moglie e madri.Le Dick Kerr Ladies furono la squadra dei primati: prime a giocare un incontro internazionale, prime a giocare una partita in notturna, prime a partire per un tour di incontri in giro per il paese. All’inizio degli anni 20 la loro popolarità era enorme. Gli uomini, però, erano tornati dal fronte e il calcio doveva tornare ad essere uno sporto maschile.Le Dick Kerr Ladies non si fermarono. Giocarono alcune partite anche in Canada dove furono obbligate a scontrarsi contro squadre maschili. Risultato tre vittorie, due pareggi e tre sconfitte. La squadra giocò la sua ultima partita nel 1965: dopo aver disputato 828 partite, segnato 3.500 goal e aver attirato circa 900 mila spettatori.Le ragazze delle comunità indigene di Belén, Manazapa e Los Encinos stanno lottando per cambiare la condizione delle donne nelle zone più remote dell’Honduras. I volontari delle associazioni che lavorano con loro si augurano di riuscire a formare ragazze capaci di portare avanti autonomamente le attività sportive. Gli uomini della popolazione Lenca, divertiti dal gioco del calcio, per ora stanno a guardare. Olivia Grimshaw  operatrice di Progressio è consapevole delle difficoltà del progetto: «è un processo molto, molto, lento, la vita di queste comunità si basa su tradizioni radicate. L’isolamento significa, molto spesso, esclusione».Chissà, forse, il pallone potrebbe rivelarsi il mezzo giusto per riannodare i fili di questa lunga partita. Una partita che dura da 119 anni e 8.500 chilometri.ActionAid ritiene che senza porre fine alle condizioni di marginalizzazione e oppressione nella quale vivono molte donne, i risultati della lotta alla povertà saranno illusori. Per saperne di più, puoi visitare la sezione dedicata ai diritti delle donne.