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Cambiare Napoli dal basso: si deve e si puo’!

Un cambiamento che non può essere più rimandato.

Napoli, un milione di abitanti, 3,5 con la provincia. Napoli, dove tre giovani su quattro non lavorano, tre donne su quattro anche.

Napoli, dove una persona su cinque vive sotto la soglia di povertà relativa. Napoli, un solo dormitorio pubblico, poco più di 100 posti a fronte di oltre 1.500 senza dimora. Napoli, dove meno di due bambini su 100 trovano posto in un asilo nido comunale.

Si parla sempre di risorse insufficienti per contrastare la povertà in città, di un Comune al limite del dissesto.Eppure il Comune di Napoli ha speso nel 2012: 3.197.588.334,21 euro (dati ufficiali)!

Tremiliardicentonovantasettemilionicinquecentottantottomilatrecentotrentaquattro virgola ventuno euro.

Questo può chiamarsi "scarsità di risorse". Il problema dunque non sono le risorse (certo in calo, ma comunque ancora notevoli) ma ben altri: consentire ai cittadini di comprendere i bilanci delle amministrazioni, e questo si chiama trasparenza; serietà nelle scelte di spesa, e questa si chiama responsabilità; dare ai cittadini gli strumenti per partecipare alle scelte, e questa si chiama partecipazione. Trasparenza, responsabilità, partecipazione. Gli inglesi raggruppano queste tre parole in una sola: accountability. Parola che non ha ancora una traduzione letterale in italiano, e se la lingua è lo specchio della cultura di un Paese, è tempo di cambiare questa cultura. Per questo abbiamo deciso di organizzare a Napoli dei laboratori formativi sull’accountability, in grado di formare cittadini che si impegnino per migliorare il livello di trasparenza, responsabilità e partecipazione in città ed in regione. Saper leggere i bilanci pubblici, conoscere le leggi sulla trasparenza ed i propri diritti, acquisire gli strumenti per agire insieme per cambiare la nostra città.E non a caso abbiamo deciso di fare i laboratori a Città della Scienza. Perché vogliamo dare un segnale a chi ha voluto colpirla, ma anche a chi pensa di speculare su quel territorio. E perché, intorno a Città della Scienza, gira tutta l’annosa questione della bonifica di Bagnoli, un esempio lampante di mancanza di accountability.

Una bonifica che sarebbe dovuta essere già finita da anni, e sulla quale poco si sa su come siano state spese le risorse (già nel 2009 la Corte dei Conti denunciava questo ed altri problemi) ed i cittadini non sono mai stati coinvolti in quelle scelte. E' solo un esempio dei focus che faremo anche su problemi specifici del territorio. Per sostenere il progetto, abbiamo pensato ad uno strumento di fundridsing anch’esso partecipativo: il crowdfunding. Abbiamo scelto una piattaforma napoletana, DeRev, e lanciato la nostra rivoluzione!

Adesso i cittadini napoletani, e non solo, possono contribuire al cambiamento della propria città. Un cambiamento che non può essere più rimandato.