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Centro Antiviolenza di Catania

Intervista a Loredana Piazza, presidente e avvocata del Centro Antiviolenza Thamaia di Catania.”Il problema principale nella gestione dei fondi della Legge 119/2013 è che a oggi non abbiamo notizie su…

Intervista a Loredana Piazza, presidente e avvocata del Centro Antiviolenza Thamaia di Catania."Il problema principale nella gestione dei fondi della Legge 119/2013 è che a oggi non abbiamo notizie su come la Regione Sicilia deciderà di utilizzarli. Il Centro antiviolenza Thamaia non ha ancora ricevuto nulla.Sappiamo che era stata fatta una mappatura dei Centri e delle Case Rifugio attivi a livello regionale e che sono state rilevate 54 strutture. Inizialmente, nel conteggio erano state incluse anche case di accoglienza generiche, il cui fine è rispondere a diverse tipologie di disagio, senza per forza essere specializzati nella risposta a casi di violenza di genere. Tuttavia, a seguito di proteste, il numero finale è stato ridimensionato.L’Associazione Thamaia gestisce un Centro antiviolenza dal 2003 e, dal 2004 al 2007, anche una Casa Rifugio. Nell’ultimo anno ha accolto 247 donne, in diminuzione rispetto agli anni scorsi, perché le difficoltà economiche ci hanno costretto a ridurre il servizio. I fondi sono arrivati sempre discontinui dal 2007 il Centro è sopravvissuto grazie a donazioni private e grazie alla pazienza del proprietario dell’immobile che ci ospita, che ha spesso tollerato ritardi nell’affitto.Da parte del Governo le ultime risorse a noi pervenute, con bando di gara e relativa aggiudicazione a livello nazionale, sono state stanziate attraverso il Piano nazionale contro la violenza di genere e lo stalking, lanciato dall’ex Ministra Carfagna, che ha coperto i costi dei nostri servizi nel biennio 2012-2014.Nel 2012 la Regione Sicilia ha adottato la Legge 3/2012 Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere’. Nel 2012 grazie alla legge sono stati resi disponibili circa 225.000 euro da ripartire tra i due distretti socio-sanitari di Catania e Palermo. Il distretto di Catania però non ha mai pubblicato un bando per l’accesso ai fondi che quindi non sono mai stati erogati, nonostante abbia già ricevuto da tempo la prima tranche. Non sappiamo se anche a Palermo la situazione è la stessa.Nel 2013 le risorse sono diminuite, e cosi accadrà negli anni successivi, come comunicato dalla Regione. Abbiamo partecipato ai bandi per i fondi del 2014, ma le risorse sono davvero esigue, si parla di soli 3.000 euro per attività di prevenzione, che ovviamente ancora non abbiamo ricevuto".