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Comune di Napoli e dissesto

Un deficit di trasparenza, responsabilità, partecipazione.

Un deficit di trasparenza, responsabilità, partecipazione. Per chi non se ne fosse accorto, dopo la bocciatura del piano di rientro del deficit da parte della Sezione Regionale della Corte dei Conti, il Comune di Napoli è a serio rischio di dissesto finanziario.

 E un dissesto significherebbe lacrime e sangue per la nostra città. Ad esempio significherebbe mettere lavoratori in mobilità, si parla di circa 3.000 persone (e dunque famiglie).Significherebbe sospendere i servizi non essenziali, e limitare anche quelli essenziali, che già ora funzionano spesso al di sotto degli standard minimi di efficienza. Significherebbe aliquote delle tasse locali al massimo possibile (cosa che per la verità è già avvenuta, ma per anni ci sogneremo che possano diminuire).Significherebbe che le tariffe dei servizi a domanda individuale (es. i trasporti) andranno sensibilmente aumentate per coprirne i costi.Significherebbe, in sostanza, un macigno che questa città non può permettersi. Di chi sono le responsabilitàPer lustri le amministrazioni non hanno garantito alcuna TRASPARENZA sulla situazione. Ricordo che ancora pochi mesi fa circolavano almeno tre stime diverse del debito del Comune.Ancor meno c'è stata RESPONSABILITÀ, lasciando che la situazione arrivasse a questo punto. L'attuale Amministrazione si è ritrovata con una situazione gravissima che evidentemente in pochi conoscevano nella sua vera entità. Diamo atto che abbia cercato di porvi rimedio, anche se neanche questa ha brillato per trasparenza, evidentemente. Della PARTECIPAZIONE dei cittadini nessuno si è mai occupato.A questo punto, ovviamente, ci auguriamo che il dissesto sia scongiurato in tutti i modi, perché non possiamo in alcun modo permettercelo.

Ma comunque vada, almeno tre cose da oggi non saranno più derogabili.

1) Tutelare in ogni modo le fasce più deboli, in un contesto dove povertà relativa (circa una famiglia su cinque), disoccupazione giovanile ed inoccupazione femminile (quasi al 75%) sono a livelli drammatici e tra i peggiori in Europa.

2) Garantire totale trasparenza della gestione finanziaria, ad esempio dotando il Comune di una piattaforma online ove il bilancio sia pubblicato in modo chiaro e comprensibile a tutti i cittadini (sull'esempio di altri Comuni italiani, tipo Udine). Ancor meglio se si mettessero online a disposizione dei cittadini, in modo pubblico e chiaro, anche le determine dirigenziali, che sono quelle che davvero decidono dove e a chi si danno i soldi. Abbiamo provato a discutere di questi temi, ma non ci hanno mai dato la minima udienza su questo.

3) Garantire, in maniera analoga, assoluta trasparenza della gestione delle aziende partecipate dal Comune, vero buco nero storico di questa città e principale artefice del dissesto (16 aziende che costano 350 milioni all’anno), perché siano servizi pubblici per i cittadini e non pozzi senza fondo nella totale oscurità delle procedure e, diciamocelo chiaramente, dei criteri di assegnazione degli incarichi e della spesa.Perché questo momento drammatico diventi almeno un'opportunità di cambiamento reale della città, per il quale, ma solo a queste condizioni, siamo tutti disposti a rimboccarci le maniche.