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Conoscere, prevenire, combattere. Ecco come sconfiggiamo l’Ebola.

L’attuale epidemia di Ebola, in Africa occidentale, ha  già ucciso oltre 600 persone. ActionAid ha avviato una campagna di rapida divulgazione informativa per insegnare alle comunità rurali come contenere il…

L'attuale epidemia di Ebola, in Africa occidentale, ha  già ucciso oltre 600 persone. ActionAid ha avviato una campagna di rapida divulgazione informativa per insegnare alle comunità rurali come contenere il virus. In Sierra Leone, nelle città di Kono e Bo, alcuni volontari hanno studiato un progetto di sensibilizzazione utilizzando messaggi diffusi tramite volantini, jingles radiofonici e visite porta a porta. Anche il governo ha approvato l’iniziativa e appoggia la campagna.Hawa Jalloh, 45 anni, ha iniziato a lavorare come volontaria di ActionAid nel 2007, con il compito di informare il villaggio di Mbundorbu riguardo i pericoli del virus HIV. "In questa comunità" dice con orgoglio, "tutte le donne incinte ora vanno alla clinica per proteggere i loro figli. Ora, non abbiamo più alcun caso di contagio HIV in questa comunità!Purtroppo, in questi ultimi mesi si è sviluppato un pericoloso focolaio di Ebola che minaccia tutto il paese, ma spero che la campagna d'informazione e sensibilizzazione che stiamo attuando avrà un successo simile a quella sull’HIV’.Hawa ha ricevuto la sua formazione di due settimane nella vicina città di Bo. "Ci hanno detto che il virus Ebola è reale’. Prima della formazione non ci credevamo. Nessuno poteva vederlo, e quindi non poteva esistere ... il governo ci mette in una macchina, ci spruzza qualcosa addosso e muoriamo dicevano in molti’."Quando sono tornata dal corso ho chiesto un incontro con gli anziani. Ho detto loro che il pericolo è reale. Abbiamo detto loro che anche il governo sta lottando per debellarlo dal paese, perché è davvero una brutta malattia". Ci spiega che è importante l’approvazione degli anziani per procedere nel lavoro d'informazione, perché se anche loro sono convinti, la gente ha più fiducia e ascolta. Hawa fa anche visite a domicilio, casa per casa, per informare le famiglie sul modo migliore per evitare la malattia."Quando arrivavo per sensibilizzare le famiglie, lasciavo una ciotola di acqua fuori dalla loro casa per lavarsi le mani", dice con orgoglio, indicando una casa di fango e lamiera nelle vicinanze.Ma cambiare il sospetto profondamente radicato e la paura intorno al virus Ebola non è un compito facile. In molti sono restii ad accettare che la malattia esiste ed è pericolosa. Alcuni si avvicinavano con diffidenza e ci dicevano che l’Ebola non era reale. Ma a noi non importava. Andavamo comunque avanti, sempre in giro a sensibilizzare più gente possibile. E adesso, lentamente, le persone stanno iniziando a crederci. E seguono il consiglio di lavarsi sempre bene, soprattutto le mani’.Anche i bambini stanno imparando a conoscere l’Ebola. Hannah, amica di Hawa, è un’insegnante locale, ha seguito la formazione di ActionAid e adesso sta insegnando ai suoi alunni come prevenire la malattia."Come si fa a evitare l’Ebola’" chiediamo ad Agustin Kamara, 12 anni, che è in piedi nelle vicinanze."E necessario lavarsi le mani prima di mangiare i pasti", risponde timidamente "E poi non bisogna mangiare nemmeno carne di animali selvatici!".Educare una popolazione su una malattia che fino a tre mesi fa era completamente sconosciuta, non è un compito facile. Ma, come Hawa dice nella lingua locale Krio: "Di hok in mehresen, na we i peshent" (la migliore medicina è la pazienza) a poco a poco i volontari stanno intaccando la paura e le idee sbagliate.