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Paesi lontani, contesti differenti, problemi distanti. Ma i protagonisti di questa storia sono gli stessi: persone, donne e uomini, ragazze e ragazzi in difficoltà che grazie al teatro riescono a riscattarsi, rielaborando le fatiche di una vita.

Siamo Torino, dove da quest’anno è attivo il progetto “Contiamo insieme”, realizzato da ActionAid in partnership con il Centro Psicoanalitico di trattamento dei malesseri contemporanei Onlus, l'Associazione Culturale Teatro Contesto e l'Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Psicologia, con il sostegno della Compagnia di San Paolo. Anche nella città piemontese, la crisi si è fatta sentire: nella Regione, il 5,9% degli abitanti vive in condizione di povertà relativa e di queste, invece, il 61% è in povertà assoluta.

“Contiamo insieme” nasce con l’obiettivo di aumentare la capacità di risposta alla condizione di povertà di persone e famiglie, non solo attraverso percorsi di alfabetizzazione finanziaria e gestione del bilancio familiare ma anche tramite servizi di accompagnamento psicologico e la tecnica del “Teatro dell’oppresso”.

Fra le varie attività proposte ai partecipanti del progetto, c’è infatti il teatro. I corsi partiranno in autunno e coinvolgeranno le persone in un percorso che li condurrà a condividere le situazioni di disagio, acquisirne maggior consapevolezza ed elaborare alcune strategie e possibilità di reazione ai problemi e alle difficoltà economiche e sociali che incontrano. “Mettendo in scena” la propria vita quotidiana, i protagonisti dei laboratori teatrali avranno occasione di condividere e superare queste difficoltà, realizzando di non essere soli.

Un progetto simile è portato avanti da ActionAid in Burundi, nel distretto di Rutana.

Secondo quanto riportato nello Youth Development Index, ossia l'indice che misura le condizioni dei giovani compresi tra i 15 e i 29 anni, sulla base di cinque macroaree di riferimento - istruzione, salute e benessere, occupazione, partecipazione civile e politica - il Burundi si piazza al 160esimo posto sui 170 Paesi presi in considerazione. L'aspetto dell'istruzione, in particolare, è molto preoccupante: con un tasso di frequenza della scuola secondaria di solo 18 giovani su 100, il Paese sta abbandonando un'intera generazione. Le politiche messe in campo dal governo per i giovani sono infatti ancora ad uno stato rudimentale e si scontrano con un budget molto limitato. 

ActionAid cerca di offrire un’opportunità e un’alternativa a questi giovani attraverso dei corsi di teatro, individuato come lo strumento più adatto per incanalare le necessità e i messaggi che i ragazzi desiderano far passare al resto della comunità.

"Le attività di teatro promosse da ActionAid sono utili perché ci permettono di esprimere le nostre emozioni e di parlare della nostra situazione di abbandono; un passo fondamentale per poi avanzare richieste al governo" dichiara Marie, di ventidue anni. 

Durante le rappresentazioni teatrali i partecipanti portano in scena le loro difficoltà.

 "L'abbandono scolastico, la disperazione delle ragazze costrette a vendere il loro corpo pur di fare qualche semplice acquisto, la corruzione e i problemi della politica, sono solo alcuni dei temi che affrontiamo" prosegue Marie.

Anche i problemi familiari, all'interno di una pièce teatrale sono la normalità; diventano una storia da raccontare, niente di più. Gli spettacoli costituiscono anche una piccola fonte di autofinanziamento che permette di portare avanti le attività teatrali.

Marie, infine, conclude:"Adesso i giovani di Rutana sono più forti come gruppo, e a loro volta stanno coinvolgendo gli altri giovani, al fine di unire le proprie voci per farsi sentire da chi ha il potere. Abbiamo il dovere e il diritto di denunciare quello che fino ad oggi ci è stato precluso, abbiamo il diritto di riprenderci il nostro futuro. Molti ragazzi hanno ripreso a studiare e le loro famiglie sono oggi più unite“.

Fonte: Today