Scorri la pagina

Dalle radici di una quercia alle radici del problema

Fermiamo il Land Grabbing in Tanzania

Qualche anno fa mi trovavo in Uganda per partecipare a un circolo Reflect, un metodo partecipato per identificare bisogni e priorità a livello comunitario. Ero seduto all’ombra di una grande quercia, a discutere con la comunità su come migliorare la produzione di cibo. A un certo punto un contadino pronunciò due parole che non mi sarei mai aspettato di sentire in un villaggio con un livello di alfabetizzazione molto basso: Banca Mondiale.

Sono rimasto molto stranito dal suo intervento, ma poi ho finalmente capito una cosa molto importante che il contadino aveva intuito prima di me: per risolvere i problemi bisogna andare alla radice. Sotto alla quercia, forse, avremmo potuto trovare la soluzione per produrre maggiore quantità di cibo che poteva bastare soltanto alla sua comunità. Una soluzione momentanea. Secondo lui, bisognava agire direttamente sulle istituzioni internazionali per risolvere definitivamente il problema del cibo che coinvolge moltissime persone nel mondo.

Per questo motivo è arrivato in Italia Elias, un nostro collega della Tanzania che, accompagnato dallo staff e da due attivisti di ActionAid, ha incontrato una delegazione parlamentare di M5S, del Pd e del Ministero degli Affari Esteri per portare la voce di oltre 45.000 persone che, in tutto il mondo, hanno firmato la petizione contro il progetto dell’azienda svedese EcoEnergy che sta sottraendo la terra alla comunità di Bagamoyo, e per chiedere all’Italia di svolgere un ruolo più incisivo su questo problema.

Oggi, mentre osservo Elias che sale sull’aereo che lo porterà alla prossima tappa di questo tour, dove chiederà il supporto di altri governi europei, sono sicuro che il contadino sotto alla quercia sarà orgoglioso di noi.

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE. Ferma il Land Grabbing in Tanzania!