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Diario di Viaggio – Bruxelles

22 aprile.La sveglia suona alle quattro del mattino, per non dimenticarsi che quello dell’attivista è un mestiere duro. Alle sei c’è un aereo che mi aspetta per portarmi a Bruxelles,…

22 aprile.La sveglia suona alle quattro del mattino, per non dimenticarsi che quello dell’attivista è un mestiere duro. Alle sei c’è un aereo che mi aspetta per portarmi a Bruxelles, al Parlamento europeo, dove in questi giorni sono in programma una serie di appuntamenti importanti per chi, come noi, sono anni che si batte contro i biocarburanti che affamano il pianeta. Ad accogliermi c’è un vento gelido, di quelli che tagliano il respiro. L’appuntamento è nell’ufficio di ActionAid Bruxelles, il punto di ritrovo per la nostra delegazione che è composta da Francesco (Lecce), Stefano (Mantova), Valeria e Luis (Napoli), oltre al sottoscritto (Milano) e a Roberto (Roma).Nonostante la stanchezza per la levataccia e il viaggio siamo eccitati. Sono anni che ne parliamo ai banchetti, nelle piazze, nelle università  e finalmente adesso abbiamo l’opportunità di dire ai nostri rappresentanti, ai parlamentari europei del nostro Paese cosa ne pensiamo noi, e cosa ne pensano le oltre 17.000 persone che hanno aderito alla nostra campagna, dei biocarburanti. Con noi ci sono anche gli altri actionaiders dal resto d’Europa, anche loro incontreranno i loro parlamentari per convincerli che affamare milioni di persone per far camminare delle macchine non è esattamente una bella idea. Per noi che, qualche mese fa, abbiamo già incontrato il Ministro Clini è la seconda opportunità per far sentire la nostra voce, ma soprattutto quella di chi soffre la fame a causa della politica europea contro i cambiamenti climatici, alle istituzioni.E la prima volta che degli attivisti di ActionAid organizzano una missione a livello europeo per influenzare una decisione che, nel bene o nel male, impatterà su milioni di persone nel mondo. Il programma è densissimo di incontri, quasi venti in meno di tre giorni. Il primo è a mezzogiorno con l’onorevole Cancian (Partito Popolare Europeo), membro della Commissione trasporti. Come nello stile di ActionAid, incontreremo tutti i partiti senza distinzione, perché chi è contro la fame nel mondo è dei nostri.La giornata è stata lunga, l’ultimo appuntamento è stato alle sei. Siamo stanchi ma dentro di noi sentiamo di aver dato il nostro piccolo contributo per un mondo migliore. Domani sarà una giornata altrettanto impegnativa, ma questa sera un bel piatto di cozze e patatine accompagnato da una birra gelata non ce lo toglie nessuno. Perché fare l’attivista sarà pure un mestiere duro ma qualcuno dovrà pur farlo!23 aprile.Questa mattina Bruxelles è quasi più grigia di Milano, grosse nubi cariche di pioggia minacciano la nostra giornata: speriamo non sia di cattivo auspicio. E invece alle nove la prima telefonata: il primo appuntamento della giornata, quello con l’on. Magdi Allam, è saltato. Fortuna che ne abbiamo altri otto in programma per oggi Il tempo è contato, l’Europa sarà presto chiamata a prendere una decisione sui biocarburanti, e noi in tre giorni dobbiamo vedere più onorevoli possibili. Dobbiamo sensibilizzarli, portargli la voce delle comunità del Sud del mondo che soffrono la fame e convincerli che è giunto il momento di invertire rotta.Siccome gli appuntamenti con i nostri rappresentanti in Europa sono tanti, e alcuni si accavallano tra di loro, abbiamo studiato una strategia semplice ma molto efficace. Ci divideremo. Alle 11 Stefano e Francesco accompagneranno me e Roberto all’incontro con l’on. Iovine. Poi sarà il turno di Luis e Valeria che ci accompagneranno dell’on. De Castro e così via fino a sera quando l’ultimo appuntamento in agenda ci vedrà impegnati con l’on. Prodi.Siamo consapevoli che la nostra sfida, oltre a essere contro il tempo, è in contrasto con degli interessi molto più grandi. In questi giorni il Parlamento europeo è molto trafficato. Ci sono i rappresentanti di molti interessi: industriali, commerciali, ambientali, sociali. Sappiamo che non sarà facile ma dall’altra parte sappiamo anche che oltre 17.000 cittadini italiani, 84.000 a livello europeo, stanno con noi. Lo hanno dimostrato aderendo alla nostra petizione contro i biocarburanti. E soprattutto sappiamo che le comunità più povere ed emarginate della terra stanno con noi. I loro interessi sono i nostri interessi e con questa consapevolezza arriveremo a fine giornata quando ci attenderà una bella serata in compagnia degli altri attivisti di ActionAid che, come noi, sono piombati a Bruxelles per convincere anche i loro rappresentanti.24 aprile.Dopo la serata di ieri, tra brindisi e chiacchiere con gli attivisti di ActionAid provenienti da tutte le parti d’Europa, la giornata comincia con gli addii. Purtroppo Francesco, Luis e Valeria ci lasciano all’alba per fare ritorno in Italia: tra scali e sale d’attesa li attende un viaggio di ritorno di quasi dodici ore A noi che rimaniamo invece ci attende un’altra giornata densa di incontri. Si parte alle 10 con l’on. Scotta per finire alle ore 18:30 con l’on. Bortolozzi.Naturalmente è troppo presto per trarre delle conclusioni. Bisognerà vedere gli sviluppi del percorso legislativo per capire quanto siamo riusciti a incidere sulla decisione finale che verrà adottata non prima della fine di quest’anno. La sensazione però è che qualcosa di grosso sia cambiato dal 2009, anno in cui l’Europa ha avviato il programma dei biocarburanti nell’ambito della direttiva sul contrasto ai cambiamenti climatici. Quello che ci pare di vedere è un muro granitico di certezze che piano piano comincia a sbriciolarsi: troppo evidenti gli effetti di queste politiche sui prezzi dei beni alimentari, sull’accaparramento di terre nel Sud, sul peggioramento delle condizioni di vita degli affamati.Adesso comincia una fase nuova. Come sempre ActionAid continuerà a mettere forte pressione sui decisori politici affinché si scongiuri la competizione tra mercati energetici e mercati agricoli. Continueremo a lavorare perché il cibo finisca negli stomaci delle persone piuttosto che nei serbatoi delle auto. E lo faremo con la consapevolezza che non siamo soli in questa battaglia, perché potremo sempre contare sul sostegno delle oltre 17.000 persone che credono in questa battaglia.