Dal mese di luglio la Sierra Leone è in stato di emergenza a causa della grave epidemia di Ebola che ha colpito l’intero paese. Mohamed Sillah, Direttore Esecutivo di ActionAid in Sierra Leone, in una lettera aperta racconta come stiamo aiutando la popolazione per fermare la diffusione del virus.Saluti dalla Sierra Leone. Vi scrivo per aggiornarvi sull’impatto del virus Ebola sul nostro Paese. Ormai è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria nazionale. Significa, per farvi un esempio, che sono da evitare tutte le riunioni che non sono legate alla lotta contro l’Ebola, poiché la malattia si diffonde attraverso il contatto con i fluidi corporei di una persona infetta. Di conseguenza tutte le nostre scuole sono chiuse a tempo indeterminato e i gruppi delle comunità non sono più in grado di incontrarsi per discutere e scambiare opinioni.Inizialmente lo stato di emergenza nazionale era stato programmato fino al 31 ottobre. La situazione però è diventata così drammatica che pensiamo sia necessario estenderlo almeno fino al 31 Dicembre 2014.L’Ebola sconvolge la vita.In tutte le aree in cui lavoriamo sono stati purtroppo segnalati casi di persone contagiate. Tanti bambini hanno perso entrambi i genitori e si trovano in condizioni particolarmente vulnerabili. A partire dal 20 ottobre si sono verificati più di 1.700 casi di Ebola in tutti distretti in cui lavoriamo (Bo -153, Bombali - 441, Kambia-26, Kono- 24, Moyamba-85, Tonkolili - 150 e Area Occidentale - 851).Due dei nostri centri operativi (Bombali e Moyamba) sono stati isolati a causa dell’alto numero d’infezioni e la circolazione delle persone all'interno di alcune aree è stata limitata.Cosa stiamo facendo per fermare la diffusione all’interno delle comunitàStiamo lavorando con le famiglie per aiutarle a sopravvivere all’epidemia:assicuriamo assistenza alimentare e forniture igieniche alle famiglie in quarantena.formiamo e sensibilizziamo le persone sui sintomi del virus e su come prendere le misure precauzionali per evitare di contrarlo.Come stiamo aiutando la risposta medica all’epidemia di Ebola’Abbiamo fornito disinfettanti, saponi e indumenti protettivi a tutti i team di colleghi e attivisti impegnati nella lotta al virus sul campo e costituito unità di coordinamento in tutti i nostri distretti operativi, per sostenere i Centri di isolamento e trattamento e contenere così la diffusione del virus. Un Centro d’isolamento è il luogo dove i casi sospetti sono tenuti in quarantena fino all’arrivo dei risultati degli esami. I Centri di trattamento si occupano invece di curare le persone già infette.E' fondamentale assicurare costante e adeguato supporto logistico per tutte le Unità di coordinamento. Vista la difficoltà di approvvigionamento serve soprattutto combustibile, per permettere gli spostamenti tra una comunità e l’altra.Come si può contribuire a fermare la diffusione’Stiamo facendo tutto il possibile per fermare il virus Ebola. È possibile aiutare donando tramite il nostro Appello Emergenza Ebola. Insieme possiamo raggiungere più persone e salvare tante vite!".