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Giornata mondiale dell’Alimentazione: italiani, popolo attento agli sprechi

Una buona notizia per questa Giornata Mondiale dell’Alimentazione: dai dati Ipsos-ActionAid emerge che gli italiani si interessano di più, rispetto a due anni fa, dei temi riguardanti il diritto al…

Una buona notizia per questa Giornata Mondiale dell’Alimentazione: dai dati Ipsos-ActionAid emerge che gli italiani si interessano di più, rispetto a due anni fa, dei temi riguardanti il diritto al cibo e la lotta agli sprechi. Sono anche più attenti a cosa e dove comprano, e a quali cibi consumano. E mentre a luglio 2013, quasi un italiano su 3 non sapeva cosa fosse l’Expo 2015, oggi il 78% della popolazione di cosa si parlerà a Milano l’anno prossimo.Un risultato incoraggiante, visto che quella del cibo è una filiera strategica e che i consumatori possono avere un ruolo attivo per raggiungere un obiettivo di più lungo termine, quello di un vero cambiamento del sistema di produzione agroalimentare a livello nazionale e internazionale. Dicevamo che gli italiani sono più attenti a ciò che comprano, a dove comprano e a non sprecare, sia nella pattumiera delle proprie mura domestiche che nei luoghi della ristorazione collettiva. ActionAid ha fatto del lavoro sulle mense scolastiche il focus di molte attività di cui si occupa in Italia.Nelle mense scolastiche si consumano 380 milioni di pasti all’anno, una partita economica da 1,3 miliardi di euro. Sono quindi un luogo importante, perché attorno alla scuola ruotano 10 milioni di persone, tra insegnanti, studenti, famiglie. Ad oggi circa il 10% dei pasti serviti sono eccedenze, dei quali l’85% è totalmente sprecato. Una fotografia che appare anche da quanto dichiarato dai genitori intervistati da Ipsos, che in una scala da 1 a 10 danno un voto poco più che sufficiente alla lotta agli sprechi nelle mense dei loro figli.E quindi dalle mense che può partire il vero cambiamento. Migliorare la ristorazione scolastica è un’occasione da non perdere perché consente di agire su più fronti e di cambiare il nostro paese, stimolando le istituzioni a promuovere il diritto a un cibo sostenibile; lavorando con le famiglie, gli insegnanti e i bambini, per far in modo che scelgano un alimentazione più sana e con un consumo consapevole.Fonte: corriere della sera blog