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Ho aderito anche io a Operazione Fame!

Ho deciso di aderire a questa campagna innanzitutto per la gentilezza e la cortesia con cui mi è stato chiesto di farlo. Vedo ActionAid come un gruppo di persone che…

Ho deciso di aderire a questa campagna innanzitutto per la gentilezza e la cortesia con cui mi è stato chiesto di farlo. Vedo ActionAid come un gruppo di persone che lavorano insieme per cambiare le cose e ho voluto anch’io partecipare; prendere parte a questa battaglia contro la povertà e la fame. Partecipare a queste battaglie è per me una questione morale. Lo dico anche se oggi giorno, parlare di morale sembra antiquato.La beneficenza è spesso qualcosa di complicato. A volte non si capisce bene cosa ci sia dietro; alcune persone lo fanno per un interesse, un ritorno. Io, invece, voglio fare cose semplici, ma pratiche, concrete. Voglio partecipare.Conosco ActionAid e apprezzo il modo con cui affronta grandi problemi con ricette tutto sommato semplici. Per risolvere la fame nel mondo basterebbe che poche persone ricche e potenti lo volessero. Basterebbe che impegnassero le loro risorse e i loro mezzi laddove ce n’è bisogno.Ho scelto di aderire alla campagna di ActionAid perché è una campagna semplice ed efficace: una maglietta, un cucchiaio bucato e nessuna grande azienda o potere forte che ci guadagni sopra.Non mi piace prendere parte a campagne sociali dove viene dato risalto al nome del marchio che promuove la campagna: mi suscita sempre il sospetto che mentre si fa beneficenza si promuova qualcos'altro. So che non è sempre così, ma preferisco l'esempio di Ayrton Senna, che faceva beneficenza senza dirlo a nessuno. Non mi ritengo uno degli attori più impegnati nel sociale. Ce ne sono tanti che lo fanno in silenzio, senza suscitare nessun clamore.L’impegno sociale per me è, in primo luogo, qualcosa che faccio attraverso il mio lavoro. Cerco sempre di scegliere personaggi che mi permettano di  raccontare storie che possano far riflettere sulla natura umana, sulla nostra storia, facendo vedere anche entrambi i lati della medaglia. Negli uomini, infatti, a mio parere c’e sia Dio che l’assassino. Bisogna prendere atto che l’ingiustizia è connaturata alla natura umana, perché c’è un lato oscuro dentro ognuno di noi. Eppure, riconoscendolo, sapendolo tenere a bada, la parte migliore dell’essere umano può vincere quella peggiore. E per tirare fuori il meglio di sé stessi credo che, soprattutto di questi tempi, ci vorrebbe molta più speranza. Come diceva Francesco De Gregori in una sua bellissima canzone, avremmo proprio bisogno di un Ministero della Speranza.E ai miei figli non dico mai di mangiare perché c’è gente che muore di fame. Credo che debbano imparare dai fatti, dalle cose concrete, dall’esempio che vedono quotidianamente attraverso i comportamenti dei loro genitori.Per sconfiggere la fame, ci vogliono meno parole e più azioni concrete. Ognuno deve fare la propria parte, a seconda delle proprie responsabilità.Per saperne di più: OperazioneFame.it