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I miei campioni del mondo

Quando ero una bambina, un po introversa e tutta ricci, amavo a dismisura il calcio e la Juve, forse perché sono nata dopo tre maschi, forse perché mi innamorai di…

Quando ero una bambina, un po introversa e tutta ricci, amavo a dismisura il calcio e la Juve, forse perché sono nata dopo tre maschi, forse perché mi innamorai di Cabrini a sei anni, forse...Sono cresciuta con questa passione spiccatamente italiana e quando, ad ActionAid, si è cominciato a parlare di progetti legati allo sport e, in particolare al calcio, inutile dirlo, mi sono entusiasmata. Sapere poi, che due bambini coinvolti nel progetto L'Italia del Futuro, sarebbero stati selezionati per realizzare un sogno impagabile, volare in Brasile nei giorni del mondiale e giocare una partita tutta particolare, era un po segnare al 90° e vincere la Champions League.E stato un anno denso quello vissuto con questi bambini, fatto di tante iniziative: abbiamo riflettuto sulle cause della fame nel mondo, su quello che noi, che la fame non sappiamo cosa sia, possiamo fare ogni giorno, progettato e realizzato un orto didattico, conosciuto i compagni dell’Aquila e parlato di stereotipi di genere, abbiamo fatto attivismo insieme nelle piazze, cantato e recitato e, per tutti loro, non ero più Eleonora, ero ActionAid e basta. Quando il Brasile da meta da sogno, è diventato realtà, ci siamo confrontati con le insegnanti, per capire quali ragazzi potessero essere idonei, cercavamo grandi motivazioni, una passione quasi uguale alla mia per il pallone e vite di bambini e bambine ai quali, spesso certi sogni vanno larghi anche durante la notte.Ce ne hanno proposti più di 50 tra maschi e femmine e li ho incontrati tutti per capire cosa si aspettassero e cosa fosse il calcio per loro, chiaramente ne ho approfittato e ho portato con me il Supersantos e da lì, per 3 giorni,mi sono trasformata in talent scout. Certo, a 42 anni, il controllo di palla non è più quello di Pirlo, ma i bambini che, si sa, sono esigenti, mi hanno fatto i complimenti, cioè, mi hanno detto che per essere una donna non gioco male. Ma vabbè, questa è un’altra storia, forse dobbiamo approfondire meglio il percorso sugli stereotipi di genere.Abbiamo palleggiato nel cortile, in palestra, anche nell’androne, ma la dirigente questo non lo sa, e poi abbiamo chiacchierato del Brasile, di un lungo viaggio, di un mondo un po diverso. Alla fine abbiamo scelto 14 bambini e incontrato i genitori, più emozionati dei figli, abbiamo spiegato il percorso, la trafila dei documenti e, soprattutto, li abbiamo incoraggiati a far sì che la selezione finale fosse una giornata di sport e divertimento per tutti.Siamo così arrivati al 20 maggio, la scuola si è vestita a festa, dagli alunni, agli insegnanti, ai collaboratori e ovviamente al nostro capitano, la preside Marisa, più tosta di Beccalossi a centrocampo. Mentre Enrico Bertolino incontrava i ragazzi nella sala mensa, altri 400 studenti, nella scuola, si esibivano nella ginnastica artistica, giocavano a dama, interagivano con i pagliacci clandestini, ballavano e illustravano ai visitatori i progetti fatti con ActionAid. La festa è stata di tutti davvero, per un giorno, la scuola Montalbetti si è trasformata in un Maracanà gioioso, un’oasi nella città che sta vivendo, forse, uno dei momenti più bui della sua storia.Il giorno seguente, abbiamo saputo i nomi dei selezionati finali, Domenico e Antonino non stavano  nella pelle, quando Mimma dalla segreteria si è assicurata che fossero seduti e ha dato loro la notizia. Quanto a me, quando li ho visti, mi hanno detto "Senti ActionAid, anche se tifi Juve e noi Milan e Inter, gli autografi di Buffon, Pirlo, Marchisio, Barzagli, Chiellini e Bonucci te li portiamo lo stesso’. Che teneri, i miei campioni del mondo’Guarda chi sono i bambini selezionati per partecipare alla grande avventura in Brasile!