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Il coraggio di Imelda

Così come molte delle storie che ho sentito nel villaggio di San Joaqin erano strazianti (storie che raccontano i tentativi di salvare la persona amata cercando di afferrare le sue…

Così come molte delle storie che ho sentito nel villaggio di San Joaqin erano strazianti (storie che raccontano i tentativi di salvare la persona amata cercando di afferrare le sue mani che scivolano via e vederla poi trascinata lontano dalla tempesta’) molte delle altre storie tolgono il fiato perché sono veramente eroiche. Vite salvate in battaglie coraggiose contro la tempesta, di grandi sforzi per salvare e dare soccorso ai sopravvissuti.Molte delle donne con cui ho parlato si erano rifugiate in una casa fatta di cemento armato che ha resistito alla tempesta. Era veramente affollata. Decine di persone si sono ritrovate lì grazie ad una donna di 28 anni di nome Imelda Bama che le ha condotte fuori dalle loro baracche di bambù e ha combattuto con loro per attraversare il muro di acqua che arrivava ad altezza delle ginocchia fino a portarle al sicuro!La forza della determinazione nella voce di Imelda e il sorriso che mi mostrava mentre raccontava la sua storia mi ha fatto gonfiare il cuore. Lei ed io abbiamo la stessa età. Ho ascoltato il suo racconto con soggezione e rispetto.Imelda ha salvato sette famiglie quel giorno, ma quando rientrò a casa e guardò fuori dalla finestra vide sua madre a 50 metri di distanza, con le braccia intorno ad un albero di cocco. La chiamò a voce alta, ma non c'era nulla che potesse fare. La tempesta l’aveva già trascinata via.Con quel tempo non riuscivo più a vederla" mi disse . Perché la tempesta era così forte. La pioggia e l'acqua del mare erano tutt’uno che non si vedeva un metro davanti a loro. Tutto era grigio!Quando la tempesta passò, Imelda ritrovò sua madre. Miracolosamente, era sopravvissuta. Ma i suoi sei cugini, tutti ancora bambini, non erano stati così fortunati. "Non posso credere che se ne siano andati" mi ha detto tristemente.La mattina dopo la tempesta, Imelda si alzò e affrontò la devastazione che la circondava. Alle 07:00, ha camminato per 11 km dall'aeroporto di Tacloban, determinata ad arrivare a Manila per trovare rifornimenti per il suo villaggio. La lunga passeggiata durò cinque ore. Non capisco come abbia fatto per aggirare i detriti e i pericolosi ostacoli che avrà sicuramente trovato lungo tutta la strada.Aveva raccolto tutti i soldi che aveva e, una volta a Manila, ne ha raccolto altri dai parenti rimasti San Joaquin. Armata con quattro scatoloni di cibo, Imelda salì su un autobus per ritornare a Tacloban. Una volta rientrata a San Joaqin fu in grado di alimentare le sette famiglie che avevano trovato rifugio a casa sua.C'è così tanto da fare qui dice con un sorriso enorme sul suo viso. Con grande sollievo racconta che l'aiuto finalmente è arrivato, che ActionAid insieme ad alcuni nostri partner di WeDpro sono venuti al suo villaggio per sostenere lo sforzo di soccorso guidato dalle comunità.E vero, c'è così tanto da fare qui. Le persone non hanno case. Non hanno cibo a sufficienza, e hanno bisogno di cure mediche. Le persone si ammalano perché vivono tutte stipate nella stessa casa e le malattie si diffondono rapidamente.ActionAid sta lavorando con WeDpro a San Joaquin per sostenere la comunità a ricostruire le loro case. Lo faremo sostenendoli nella ricostruzione e faremo in modo che, se sfortunatamente un altro tifone arriverà, le famiglie non saranno così vulnerabili.Leggi le altre testimonianze