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In Bangladesh le donne sono una forza collettiva di cambiamento

Shilpy ha dovuto abbandonare la scuola all’età di 8 anni. Quando ne aveva 12 ha iniziato a lavorare nella fabbrica tessile che dava lavoro ai suoi genitori. Da quel momento…

Shilpy ha dovuto abbandonare la scuola all'età di 8 anni. Quando ne aveva 12 ha iniziato a lavorare nella fabbrica tessile che dava lavoro ai suoi genitori. Da quel momento non ha più smesso. Suo marito Mohammed è un addetto alle pulizie. Vivono in una baracca con un solo letto insieme ai figli Ramjan, 11anni e Nur Nahur, 7.Noi lavoratori tessili non eravamo rispettati né in fabbrica, né fuori - racconta Shilpy. - Del resto, se i proprietari della fabbrica sanno che i loro dipendenti non sono minimamente consapevoli dei loro diritti, allora per loro è molto facile sfruttarli. Siamo abituati a lavorare 14 o 15 ore al giorno, non abbiamo mai avuto alcun congedo per la maternità e spesso veniamo pagati con molto ritardo".Da due anni Shilpy frequenta corsi di formazione organizzati nel Café ActionAid’.L’abbiamo chiamato così perché ci riunivamo nella caffetteria vicino alla fabbrica - ci spiega. - Con gli attivisti di ActionAid condividiamo i problemi lavorativi e ci confrontiamo sulle soluzioni, diffondendo informazioni e aggiornamenti sui nostri diritti. I nostri datori di lavoro ora sanno che siamo più consapevoli. Sappiamo di avere diritto agli straordinari, ad esempio, e pretendiamo che ci vengano pagati".Shilpy ora è la leader di un gruppo donne che lavorano nelle fabbriche tessili. Insieme aiutano le altre operaie e rafforzano la loro consapevolezza dei diritti dei lavoratori. Quando è necessario non abbiamo paura di organizzare manifestazioni pacifiche - racconta. - E mettiamo pressione sul Governo per tutelare e migliorare le condizioni di lavoro nelle fabbriche".Gli abusi da parte dei manager erano frequenti, ci trattavano in modo arrogante e spesso ci picchiavano. Ci sono stati anche casi di molestie sessuali. Ma ora questo non può più accadere. Siamo unite, consapevoli e determinate! - aggiunge Shilpy con orgoglio."La formazione sui diritti che ho ricevuto grazie al Caffè ActionAid non è stata solo un aiuto sul piano professionale - ci spiega. - Sono andata a scuola solo fino all’età di 8 anni. Frequentando il Caffè ho colmato molte mie lacune. So più cose e parlo in modo più articolato. Ho guadagnato fiducia in me stessa e ora so farmi valere anche con il proprietario di casa quando vuole aumentare l’affitto della casa in modo arbitrario. Anche mio marito sa che con me deve rigare diritto. Sono io che gestisco la contabilità in casa - conclude Shilpy con un sorriso.In Bangladesh ActionAid sostiene quasi 200.000 lavoratrici impegnate nelle fabbriche di abbigliamento, aiutandole a lottare per i loro diritti.Abbiamo creato Caffè dei diritti vicino a molte fabbriche: sono uno spazio sicuro per le lavoratrici, che si riuniscono e imparano le leggi che tutelano i lavoratori.Con i nostri formatori le donne imparano a negoziare con supervisori e manager (per lo più di sesso maschile) orario di lavoro, straordinari, salari, ferie e congedi di maternità.Grazie a Caffè dei diritti molte giovani donne stanno diventando leader nelle loro fabbriche e trasferiscono competenze e conoscenze alle loro colleghe. Migliaia di donne si stanno così trasformando da lavoratrici sfruttate e trascurate in una forza collettiva di cambiamento.Sono soprattuto le donne ora a sedersi ai tavoli di contrattazione dei comitati di fabbrica accanto ai dirigenti, per trattare su equa retribuzione, orari e - soprattutto - misure di sicurezza rigorose sul posto di lavoro per tutti.