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“Laboratorio Bilancio e Politiche Sociali” a Torino

Non c’è dubbio che sia opportuno nel momento presente discutere le politiche sociali: quasi tutti gli addetti ai lavori dichiarano che devono essere riformate (ad es. l’ultimo convegno promosso da…

Non c'è dubbio che sia opportuno nel momento presente discutere le politiche sociali: quasi tutti gli addetti ai lavori dichiarano che devono essere riformate (ad es. l'ultimo convegno promosso da Cariplo e Compagnia di San Paolo); molti, dall'alto o dal basso’, ne denunciano le gravi condizioni (intervista a Livia Turco e Società IN Formazione, Rapporto sui diritti globali, Ediesse, Roma 2011). Alcuni affermano che bisogna fare di più e meglio con gli attuali vincoli di spesa, altri ritengono che questi vincoli siano modificabili. Probabilmente la soluzione più efficace sarebbe un mix tra le due ricette, ma in entrambi i casi le soluzioni calate dall'alto difficilmente possono funzionare: per rendere più efficienti ed efficaci le politiche sociali, è necessario che i cittadini, ed in particolare gli operatori e gli utenti, comprendano ed esprimano il loro parere. Affinché la spesa per queste politiche torni ad aumentare, ci deve essere un consenso ampio e argomentato che punti ad ascoltare tutti gli attori.Ecco perché, come ActionAid, da gennaio a maggio di quest'anno, abbiamo cercato di ragionare per capire come le politiche sociali sono trattate nel bilancio degli enti locali, in particolare del Comune. Un vivace gruppo di 11 donne e 4 uomini con background molto differenti (operatori sociali, studenti universitari, architetti, professori) supportati da un esperto di bilanci pubblici e sociologi hanno dato forma alle proprie idee ed esperienze creando così un "Laboratorio Bilancio e Politiche Sociali".Il percorso non è tranquillo, né semplice da affrontare: se le politiche sociali, per chi le osserva dall'esterno sono una scatola nera, coloro che intendono comprenderle entrano in una giungla a volte inestricabile. I dati che riguardano i problemi dei cittadini (quante sono le persone in difficoltà Quanti rischiano di perdere la casa’) sono moltissimi, ma ad un tale livello generico di aggregazione geografica che risulta difficile osservare da vicino i singoli casi. E con categorie che con fatica riconducono a casi concreti. Casi che tutti noi conosciamo e/o incontriamo nel nostro territorio.I dati di bilancio sono ancora più difficili da mettere in relazione con la realtà delle cose. Certo, i numeri ci mostrano la dimensione globale della situazione, ma non consentono collegamenti ragionati tra impegno di spesa e intervento. Così abbiamo anche discusso di "opendata", mentre si dipanava l'emanazione del Decreto sulla Trasparenza (DL 14 marzo 2013, n. 33); ma siamo ben lungi dall'ottenere un bilancio degli enti locali che sia disponibile a micro-livelli.Peggio ancora le informazioni che riguardano l'impatto sulle politiche sociali’Eppure, nonostante questo quadro difficile, i tre gruppi di lavoro che si sono formati in seno al Laboratorio hanno cercato di raccogliere dati e informazioni, in tre mappe geografiche’, una sull'assistenza economica, una sul diritto alla casa e una sulle politiche per l'infanzia.La strada dell'accountability è lunga e tortuosa. Eppure è stato molto incoraggiante l'incontro finale, nel quale il Laboratorio si è aperto al territorio che l'ha ospitato con una esauriente riunione tra i consiglieri della Circoscrizione 6 del Comune di Torino e i suoi cittadini. E sono stati proprio alcuni cittadini ed esponenti politici a sottolineare la necessità di approfondire la conoscenza delle politiche sociali, per apprendere sul nascere le decisioni degli amministratori; per avere l'opportunità di monitorare dal basso tali politiche, soprattutto cercando di comprenderne l'impatto su tutto il territorio.Dunque continueremo la nostra navigazione, concentrandoci su aspetti peculiari, nell'universo delle politiche sociali, per rendere l'analisi più penetrante; al tempo stesso diffondendo i laboratori, per creare molti centri di conoscenza; perseguendo con pazienza l'apertura di dati che, opportunamente processati e analizzati, possano consentire letture più precise di ciò che sta accadendo e aggregando nuove forze, per comprendere più profondamente e chiedere conto, responsabilmente, di tutto ciò che riguarda le decisioni che impattano sulla nostra vita.