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Nuova Social Card: a che punto siamo

Continua il lento iter della definizione dei beneficiari della Nuova Social Card. Come denunciato qualche settimana fa, nel precedente post, la Nuova Social Card stenta a decollare mentre l’incidenza della…

Continua il lento iter della definizione dei beneficiari della Nuova Social Card. Come denunciato qualche settimana fa, nel precedente post, la Nuova Social Card stenta a decollare mentre l’incidenza della povertà nel nostro Paese è in continua crescita.Ad oggi nessuno dei Comuni monitorati dai nostri Referenti Territoriali ha avviato l’erogazione del contributo monetario previsto dalla misura ed in alcuni casi le graduatorie provvisorie dei beneficiari non risultano aggiornate.L’unico dato di fatto è che si continua a viaggiare a velocità diverse: il Comune di Torino sarebbe in procinto di erogare le prime carte e potrebbe procedere al pagamento delle mensilità di marzo e aprile nei prossimi giorni. Il Comune di Firenze ha aggiornato, il 27 marzo, la graduatoria dei possibili beneficiari, si parla di 518 domande presentate valide, di cui 66 ritenute idonee. Per tutti gli altri Comuni non si hanno notizie aggiornate e l’iter è fermo ai vari passaggi tra INPS e Comune. Nel documento Vite di Carte sono presenti tutti i dati aggiornati a nostra disposizione.Da segnalare però i diversi livelli di dati aperti a disposizione sui siti dei vari comuni: il comune di Napoli ad esempio che ha pubblicato la graduatoria provvisoria i primi giorni di marzo in file excell, chiunque abbia installato un programma di questo tipo può facilmente visionare i dati aggregati, diverso invece per il comune di Bari, che dieci giorni dopo il comune di Napoli ha messo sul proprio sito un file in PDF dove per capire il reale numero delle domande accolte bisogna fare un lavoro certosino di conteggio delle celle Insomma, in questo caso non è il massimo per la trasparenza e l’open data.Date le tempistiche molto rallentate e i numeri non in linea con le aspettative, è lecito chiedersi: ci troviamo di fronte ad un fallimento A questa domanda, rispondono Maria Cecilia Guerra e Raffaele Tangorra con un articolo pubblicato su la voce.info sostenendo che la sperimentazione si sta rilevando molto utile per la definizione del target e per la messa a punto delle procedure di controllo. I difetti rilevati fino a questo momento: ristrettezza del requisito della condizione lavorativa che ha fatto registrare molti esclusi dalle liste; mancato take up per cui non tutti i potenziali beneficiari sono venuti a conoscenza della misura e difficoltà della disciplina dei controlli incrociati tra centro e periferia ci possono aiutare a prendere atto della situazione e sfruttare questa base di apprendimento per realizzare, in modo progressivo, una misura universalistica ed estesa a tutto il territorio nazionale.Secondo noi è ancora presto per dire se questa misura è di fronte o no ad un fallimento, certo è che quando abbiamo iniziato questo lavoro di monitoraggio, nella primavera del 2013, eravamo convinti che ad oggi ci saremmo già occupati della valutazione di uno strumento a pieno regime. Invece ci ritroviamo a scrivere l’ennesimo post in cui parliamo ancora della selezione dei beneficiari.