Scorri la pagina

Open Ricostruzione: seguiamo il denaro, insieme!

Sono in ActionAid da un bel po di tempo e da circa 2 anni coordino le attività di ActionAid nel territorio di Bologna. A me, che vengo dall’Umbria, l’Emilia Romagna…

Sono in ActionAid da un bel po di tempo e da circa 2 anni coordino le attività di ActionAid nel territorio di Bologna. A me, che vengo dall’Umbria, l’Emilia Romagna ha sempre fatto un bell’effetto.L’atteggiamento della gente di qui è incredibile: fanno tutto in modo veloce, efficiente e creativo e poi ti guardano come se dicessero che c’è di speciale’. Qualcuno lo chiamerebbe understatement, a me sembrano invece solo consapevoli che la vita può dare molto e riprendersi tutto. In un lampo.Fino al maggio 2012 il terremoto da queste parti era un po come lo tsunami per il Sahara. Si sa che esiste, che a qualcuno capita, ma qui no, qui non succede, qui non può succedere.Invece poi succede, e viene giù tutto.ActionAid in quel momento ha dovuto fare una scelta. Potevamo lanciare un intervento immediato, magari da soli, e dimostrare sin dai primi istanti la nostra vicinanza a questa terra. Non sarebbe stato inutile. Tanti lo hanno fatto e senza il loro aiuto la ricostruzione non sarebbe partita.Abbiamo però scelto di rispettare il senso della nostra presenza qui, una presenza che non è fatta di azioni dirette e immediate - chi siamo noi del resto per insegnare a questa gente come si agisce ma che cerca invece di collegare ciò che già esiste e dare vita a processi di cambiamento strutturali.Il problema endemico del nostro Paese, a nostro avviso, si chiama accountabilty. Nessuno, dalle istituzioni alla società civile, sembra sentirsi in dovere di rendere conto delle proprie azioni. Ed è questo insieme di opacità e quieto vivere che ci condanna ad esportare cervelli e importare manager.La strategia di ActionAid, Italia Sveglia! dice che dobbiamo smettere di pensare ai vantaggi e agli svantaggi e ricominciare a parlare di diritti e di doveri. Una buona strada per farlo davvero ci sembra quella di seguire il flusso del denaro. Se segui il denaro, diceva Falcone, capisci molte cose.E su questa idea che abbiamo risposto alla chiamata di Riccardo Luna e oggi, grazie alla visione di Wikitalia e al lavoro tenace di Regione Emilia Romagna, ANCI e OpenPolis, esiste una cosa bella come Open Ricostruzione, un sito che serve a rendere tracciabili e trasparenti i dati relativi alle donazioni e i progetti per la ricostruzione.Ma questo è solo l’inizio. Per cambiare davvero le cose dobbiamo seguire il denaro insieme. Non basta infatti che a farlo siano le istituzioni. E non perché siano corrotte o inefficienti, ma perché di fronte all’enormità del compito è come se fossero in dieci a leggere e, gli altri, in cento a scrivere.Se riusciamo però a dar vita a una coalizione di istituzioni, cittadini e associazioni che assieme agli esperti analizzano gli appalti e sostengono l’amministrazione pubblica nel garantire efficienza e trasparenza, creeremo qualcosa che in Italia non si era mai visto.Gli appalti sono uno snodo cruciale dell’economia. L’Unione Europea li definisce come strumenti di politica industriale. Dare un appalto a un’impresa sana del territorio, che paga le tasse e rispetta l’ambiente e i lavoratori, genera un ciclo di relazioni economiche e sociali di cui beneficia l’intera comunità. Per questo nei prossimi 12 mesi saremo a Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Crevalcore, Bondeno e Reggiolo ad organizzare dei seminari per tutti i cittadini che vogliono capire come funziona un appalto pubblico. Organizzeremo poi anche delle sessioni di data journalism per spiegare come si raccolgono, analizzano e condividono gli "Open Data". Infine, assieme agli amici di Shoot4Change andremo nelle scuole per spiegare ai ragazzi come si fa a raccontare il terremoto tramite la fotografia.Abbiamo creato un team, fatto di volontari, professionisti e amministratori locali. Quando lavoriamo si respira una bella energia. Nei prossimi giorni andremo ad incontrare i Sindaci, poi inizieremo a coinvolgere i cittadini e infine apriremo le danze. Sento già la voce di chi dice che son solo chiacchiere. In effetti potrebbe essere. Ma di sicuro ne vale la pena. Proviamoci!