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Potere alle comunità e al loro spirito indomito

La storia delle tribù Santhal che vi ho raccontato l’altro giorno non è un episodio isolato. Le leggi che lo stato ha posto a tutela dei diritti delle popolazioni tribali…

La storia delle tribù Santhal che vi ho raccontato l'altro giorno non è un episodio isolato. Le leggi che lo stato ha posto a tutela dei diritti delle popolazioni tribali e dei loro territori sono costantemente violate. Vale per il PESA - Panchayat Extension to Scheduled Areas - , come per il Forest Rights Act.Per dare un'idea di come la violazione delle leggi sia una prassi sistematica, basti pensare che alcune aree che da sempre sono "zone tribali", sono state dichiarate "non tribali". Ma non è finita. Le stesse aree dove da sempre vivono tribù pacifiche come quella dei Santhal, sono oggi catalogate dal governo tra le zone ad alto rischio, perché vicine alle zone del Jharkhand dove operano alcuni gruppi estremisti.Indovinate così chi rimane schiacciato in un sandwich tra lo stato e i ribelli Avete risposto, "le tribù più povere" Bravi.Abbiamo incontrato Rabin Soren, leader di Birbhum Adivasi Ghaota. "Adivasi" significa abitante originario e "Ghaota" organizzazione. Si tratta di un gruppo formato dalle tribù locali, per denunciare lo sfruttamento e le discriminazioni quotidiane sul posto di lavoro. E portare all'attenzione dell'opinione pubblica le atrocità subite sia ad opera dei ribelli che dello stato, che da tempo inscenano un conflitto sanguinoso per conquistare la supremazia territoriale.Una vera e propria resistenza quella portata avanti dal gruppo Birbhum Adivasi Ghaota. Una mobilitazione civile che ha già ottenuto importanti successi. 147 cave di pietra sono state chiuse, perché causavano gravi danni ambientali. Era il 2008. Oggi 49 di quelle cave hanno di nuovo ottenuto l'autorizzazione allo sfruttamento del suolo. Ma questa volta sottostando a vincoli normativi molto rigidi. Speriamo.Birbhum Adivasi Ghaota è un'organizzazione che si sta estendendo su tutto il territorio, coinvolgendo le comunità tribali. Oggi conta oltre 15.000 attivisti. "A 60 anni dall'indipendenza" - ci spiega Rabin. - "É la prima volta che noi comunità tribali abbiamo una nostra organizzazione"."La tensione tra i dipendenti delle imprese minerarie e gli operai delle tribù è costante. E puoi sfociare anche in scontri violenti" - continua il leader di Birbhum Adivasi Ghaota. - "Ma ora anche chi vive nelle aree più remote sa di poter contattare l'organizzazione, in caso di violenze, o soprusi. Ci passiamo le informazioni i villaggio in villaggio usando metodi tradizionali come i tamburi dhols. In poche ore siamo in grado di mobilitare grandi masse e in poco tempo riusciamo a decidere come attivarci".Gli attivisti di Birbhum Adivasi Ghaota in questi anni hanno fatto molto per i diritti delle popolazioni tribali. É stato attivato per molti villaggi il Mahatma Gandhi National Rural Employment Guarantee Act, ad esempio, che tutela il diritto al lavoro per i membri delle tribù. E molti ora hanno ottenuto il certificato BLP - Below Poverty Line -, che attesta lo stato di estrema povertà e consente di accedere a servizi gratuiti. L'organizzazione promuove i diritti dei lavoratori tribali nei confronti delle strutture sanitarie, per ottenere assistenza in caso di tubercolosi e silicosi e ha lanciato una campagna per ottenere indumenti di sicurezza per chi lavora nelle cave."Quale cambiamento vuoi per la tua comunità'" - ha chiesto un mio collega a un giovane donna attivista di Birbhum Adivasi Ghaota. La risposta ve la racconto nel prossimo post.