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Rio 2016 oltre le Olimpiadi

“Ho pensato varie volte che sarebbe importante se Renzi andasse a Rocinha o Cidade de Deus, per rendersi conto che esiste un’altra Rio de Janeiro”.

Stamattina mi sveglio alle 6 (non per una ragione in particolare, anzi sono un po’ stanco) e mi alzo velocemente perché alle 8 ho una videoconferenza.

Calzoncini, canotta di ActionAid, occhiali da sole da corsa e auricolari radio.

Esco… 5 minuti di corsetta dentro Botafogo, poi mi affaccio sulla Praha e faccio tutto il lungomare verso e oltre Flamengo. Non vado forte e onestamente correre sulla ciclabile non è il massimo per tendini e legamenti.

Trovo Radio Alegria FM (pronunciato ovviamente “hradio Alegrìa efi emi”) e trotto tra varie decine di persone dilettanti che, anche poco in forma come sono, supero abbastanza facilmente. Ogni tanto c’è uno che va forte, come un ragazzo nero che ho visto ieri sera mentre cenavo, forse un atleta vero che farà l’Olimpiade in scioltezza. In generale mi pare che per ora ci siano principalmente tipi da fitness mattutino, alcuni in sovrappeso, ma tutti con lycra e tessuti tecnici sfavillati. D’altronde se vivi nel centro a Rio non capisco come fai a non essere “sportivo”: lo spettacolo è spaziale, da Pau de Azucar, a Corcovado. In questa zona sembrano tutti benestanti, ma non so se sia vero: ieri sera ad esempio c’era un signore sotto casa nostra che dormiva in strada.

Penso alle favelas poco più in là, a tutti i bambini che ci vivono in condizioni precarie. Ora sono curioso di vedere Casa Italia che verrà inaugurata oggi e simboleggerà l’orgoglio nazionale. Sfavillante e bellissima. Intanto ieri pomeriggio sono stato a Rocinha perché così stasera “importuno” tutti sulla necessità di farsi un giro fuori dal quartiere olimpico, nelle favelas dove vivono decine di migliaia di persone. Ho pensato varie volte che sarebbe importante se Renzi andasse a Rocinha o Cidade de Deus ad esempio (le due favelas dove stiamo lavorando) insieme alla moglie e ai figli, così da rendersi conto che esiste un’altra Rio de Janeiro oltre a quella mostrata con le Olimpiadi.

Temo invece che parteciperà solo ai grandi eventi, come quelli organizzati con i cuochi italiani, durante i quali (forse) si offriranno pasti a un selezionato gruppo di beneficiari temporanei, perdendo l’occasione di scoprire tutti gli aspetti della città brasiliana, dove quartieri benestanti e favelas rappresentano due facce della stessa medaglia. Vediamo… spero di sbagliarmi. E spero che l’Olimpiade 2024 venga fatta a Roma, ma sia un percorso di 8 anni che coinvolga tutte le comunità della nostra capitale.

MDP_Olimpiadi_750

Alle Olimpiadi del 1992, quelle che dovevo fare anche io e che per me finirono come queste per Tamberi, ci arrivai totalmente inconsapevole: volevo solo correre, ero orgoglioso (come lo sarei anche ora per carità) di vestire la maglia azzurra. Adesso considero un privilegio partecipare a un evento del genere sotto un’altra veste, “da grande” per così dire, con una conoscenza e una consapevolezza delle cose che a vent’anni non puoi avere. E’ un privilegio vedere dietro le quinte e sapere che noi di ActionAid, qui, ci siamo da 16 anni e ci resteremo anche dopo il 21 agosto…