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Ritratti di Signore

Il quartiere di Archi, a Nord di Reggio Calabria è uno di quei posti in cui i Reggini del Centro ti dicono di non andare. Insieme alle donne di qui,…

Il quartiere di Archi, a Nord di Reggio Calabria è uno di quei posti in cui i Reggini del Centro ti dicono di non andare. Insieme alle donne di qui, ActionAid sviluppa il progetto Le Donne e la Città, promuovendo la loro partecipazione alla costruzione di un quartiere più vivibile e favorendone l’inclusione nella vita sociale, economica e culturale della città.Pur essendo affacciato direttamente sullo stretto di Messina sicuramente Archi non è una amena località marittima. Entrare nel container e trovare la convocazione per un set fotografico è proprio una bella sorpresa: faremo da modelle per un concorso e ci immortalerà Emanuela Colombo, fotografa di Milano. Facciamo una lista per organizzare i turni. All’inizio nicchiamo un po’, ma con ActionAid ormai ci siamo abituate alle richieste originali; in due incontri del percorso abbiamo simulato persino di essere gli amministratori della città e non è andata affatto male, sicuramente ce la siamo cavata meglio della giunta sciolta e commissariata. Allora ci organizziamo con Italia e Patrizia, dopo che anche loro promettono che poseranno insieme a noi. Quando arriva Emanuela si ferma a parlare con noi e ci spiega che vuole fotografarci in un posto significativo del quartiere, sia in positivo, per quello che di buono immaginiamo lì, sia in negativo, e lì c’è tanta scelta, come dice Francesca, sorridendo. Quasi tutte vorremmo una foto vicino al container, per i colori e il verde, ma alla fine le lasciamo solo ad Eugenia che ha difficoltà a camminare, ma si è preparata con molta ricercatezza, col suo maglione rosso e i capelli sciolti e a Patrizia che dice che il luogo in cui è racchiuso tutto è lì, il suo lavoro e la sua missione.Italia invece ha voglia di camminare, esita un po ma poi sceglie l’angolo di un comparto, lì vorrebbe una casina per lei e Patrizia per poter vivere sempre in mezzo alla sua gente, Nazzarena invece ci porta all’anfiteatro, posa tra i gradoni vuoti, sogna spettacoli estivi, cinema e risate, nelle notti troppo calde per stare a casa. Immacolata arriva trafelata e sorridente con le sue bambine tutte bionde e tutte in tiro, si mettono in posa al quadrivio, dove attendono da anni uno spartitraffico, un dissuasore della velocità, qualcosa che renda più sicure le strade. Francesca invece si piazza sul dischetto del rigore del campo di calcio, lei non è come Nino di De Gregori, sa bene che coraggio, altruismo e fantasia, iniziano molto prima di entrare in campo, e ti spingono a sognare un’area giochi attrezzata e sempre piena di bambini. E anche Elena coltiva i suoi sogni nello spazio abbandonato della casa dell’impiccato, la immagina piena di libri e di laboratori per bambini e bambine che potranno giocare a lungo e non fidanzarsi ufficialmente a 14 anni diventare madri a 16 e vedove bianche così presto che si abitueranno stancamente ad una vita di solitudine.E gli scatti proseguono assieme ai racconti, appoggiate come Giovanna ad una delle tante saracinesche abbassate, come in tempo di guerra, perché in fondo è una guerra anche questa, senza armi per fortuna, ma con troppo vittime.A Emanuela che non lo immaginava, regaliamo foto dal fronte, ma non smettiamo di sorridere.