Scorri la pagina

Se n’è andato un amico. Ciao Thomas

Ho incontrato per la prima volta il dottor Thomas Scotland quando con i colleghi siamo andati a distribuire beni di prima necessità ai sopravvissuti che erano dimessi dall’unità speciale di…

Ho incontrato per la prima volta il dottor Thomas Scotland quando con i colleghi siamo andati a distribuire beni di prima necessità ai sopravvissuti che erano dimessi dall’unità speciale di trattamento di Ebola. È stato lui a chiamarci. Sapeva che tanti di loro avevano perso quasi tutto e non voleva che soffrissero ancora, anche dopo aver sconfitto il virus.Quel giorno, mentre lo guardavo prendersi cura dei pazienti dimessi, sono rimasta ammirata dalla sua dedizione, dal suo buon umore. Dall’energia che metteva in ogni suo gesto.Non erano solo ex malati in fase di dimissione. Tra di loro si era creato un rapporto che andava ben oltre a quello tra medico e paziente. Lui davanti a se aveva solo esseri umani, che meritavano rispetto, dignità e assistenza.Vederlo all’opera mi ha fatto sentire piccola e piena di ammirazione.Ero da poco tornata da una missione fuori Monrovia, quando mi hanno detto che Thomas aveva contratto Ebola. Ho visto un post di un amico su Facebook. L’ho scoperto così. Ricordo che la prima reazione è stata di rabbia e incredulità.Ho chiamato alcuni suoi colleghi per avere più informazioni e purtroppo mi hanno confermato la terribile notizia. Ma erano fiduciosi: le cure erano iniziate subito ed erano certi che sarebbe sopravvissuto.Dopo una settimana ho contattato il dottor Lavala per avere aggiornamenti. Mi ha detto che Thomas stava reagendo bene alla terapia. Due giorni dopo le sue condizioni sono peggiorate in modo improvviso e irreversibile.Thomas non c’era più. Era morto.La notizia mi ha prosciugato di ogni energia.C'è voluto tempo per trovare la forza e il coraggio per andare a trovare la moglie e i figli di Thomas. Un incontro che mi ha scosso con una forza quasi fisica, palpabile.Una donna sola, con cinque bambini da accudire e una nuova vita che nascerà tra pochi mesi. Sono scoppiata a piangere appena li ho visti.Ebola sta travolgendo le vite di intere famiglie. Chi si ammala, non ce la fa e muore. E i famigliari che sopravvivono, abbandonati in un'intimità fatta di ricordi, dolore e sofferenza.Christina, la moglie di Thomas, ha perso il compagno di una vita intera. Il suo migliore amico. La fonte di sostentamento di tutta la famiglia.Il momento peggiore arriva verso sera - mi ha detto. - Quando si avvicina l’ora in cui di solito Thomas tornava dal lavoro. Ti aspetti di vederlo comparire lì, sulla soglia di casa, da un momento all’altro. Ma non è così. Non sarà più così".Non ho trovato le parole per confortarla. Ero come paralizzata.Poi ho ripensato a quel giorno fuori dal centro di trattamento per Ebola, quando ho conosciuto Thomas mentre faceva ciò che più gli piaceva: aiutare gli altri. Sono orgogliosa di averlo conosciuto ed è per onorare il suo ricordo e quello di tutte le altre vittime di Ebola che dobbiamo trovare la forza di non arrenderci.Dobbiamo continuare a combattere Ebola per arrestarne la diffusione, senza smettere di aiutare i sopravvissuti.E tu puoi farlo insieme a noi. Abbiamo bisogno del tuo aiuto. Dona Ora!