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Sotto la soglia. Gli enti locali non bastano, da soli, a sconfiggere…

Continua il viaggio di ActionAid nella povertà in Italia. Questa volta siamo a Bologna dove, insieme all’Istituto per la ricerca Sociale, alla Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna e…

Continua il viaggio di ActionAid nella povertà in Italia. Questa volta siamo a Bologna dove, insieme all’Istituto per la ricerca Sociale, alla Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna e al Comune di Bologna, ActionAid sta contribuendo a monitorare e valutare l’impatto degli interventi di contrasto all’esclusione sociale.Nel 2014 il Comune di Bologna - in contrasto con la tendenza nazionale che sta registrando una forte una contrazione dei fondi destinati alla spesa sociale - ha deciso di destinare risorse aggiuntive al contrasto della povertà e dell’esclusione sociale mediante un fondo specifico, denominato Fondo Anti Crisi. Il Fondo ammonta a 4,5 milioni di euro e si compone nello specifico di 3 milioni di euro destinati a progetti per creare occupazione, 1 milione di euro per le politiche abitative e 500 mila euro a diretto sostegno della spesa destinata al contrasto dell’emergenza sociale.A tali fondi si aggiungono i 300 euro mensili previsti dalla nuova Social Card che ha permesso al Comune di Bologna di occuparsi anche del sostegno alle spese di affitto e utenze per quella parte di beneficiari considerata a maggiore vulnerabilità.Il meccanismo per selezionare i beneficiari della Social Card utilizzato dal Comune di Bologna è stato particolarmente articolato: partendo dalla graduatoria sull'edilizia residenziale pubblica (circa 9.000 persone) sono state individuate 600 persone con i requisiti necessari. Da questo elenco l'INPS ha poi selezionato 221 destinatari, di cui 158 sono stati coinvolti in progetti personalizzati finalizzati all’inserimento lavorativo. Il Comune di Bologna ha quindi siglato un protocollo con le organizzazioni che si occupano di avviamento al lavoro e nel settembre 2014, i beneficiari della Social Card hanno iniziato i percorsi di tirocinio.La Social Card è vista quindi come uno strumento utile ad integrare le risorse messe in campo dal Comune. Tuttavia le risorse oggi a disposizione degli enti locali  rappresentano solo una piccola goccia nel mare se comparate ai numeri del disagio sociale che affligge l’area bolognese.In 5 anni, le persone in cerca di occupazione sono infatti più che triplicate. Attualmente i disoccupati o inoccupati con domicilio nel Comune di Bologna sono più di 38 mila, di cui oltre la metà da più di 24 mesi (Fonte: Provincia di Bologna. Il tasso di disoccupazione nella provincia di Bologna è passato dal 2,2% al 8,4%. Gli adolescenti fra i 14 e i 17 anni che lasciano la formazione sono 800 all’anno e le famiglie con un ISEE sotto ai 3.000 euro sono ben 1.800.Per tale motivo sono moltissime le organizzazioni della società civile che appoggiano l’introduzione nella Legge di Stabilità 2015 di misure universalistiche di sostegno al reddito come il REIS, richiesta avanzata da ActionAid con la campagna #fermalapovertà.Ad esempio Leonardo Callegari - presidente di C.S.A.P.S.A. (Centro Studio Analisi di Psicologia e Sociologia Applicate) nota che: senza misure come il REIS c’è il rischio che quote sempre più ampie di popolazione restino escluse da ogni forma di sostegno e tutela. A partire dalla Riforma Fornero infatti gli strumenti a disposizione per contrastare la povertà e l’esclusione sociale si sono via via ridotti. Le risorse vengono sempre più spesso indirizzate a chi ha maggiori probabilità di farcela. Il rischio è che gli ultimi, coloro che non hanno gli strumenti per rientrare in breve tempo nel mercato del lavoro, vengano progressivamente abbandonati a sé stessi’.Per tale motivo, ActionAid chiede urgentemente l’inserimento di una misura universalistica di sostegno al reddito, quale il Reddito di Inclusione Sociale. E, a quanto pare, anche a Bologna la pensano così.(di Christian Quintili e Francesca Servidio)