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Troppo zucchero fa male. Soprattutto in Cambogia.

L’industria dello zucchero in Cambogia ha sfruttato l’iniziativa europea Everything But Arms per trarne profitto a danno delle comunità locali.

Ricordate la storia di quei dodicimila cambogiani che si sono visti portare via tutto quello che avevano da un campo di canne da zucchero?
E' una storia triste, una storia che parla di  villaggi distrutti, terreni espropriati, arresti arbitrari, minacce, violenze. Una storia che ha inizio nel 2001, quando l’Unione Europea decide di concedere ai Paesi più poveri come la Cambogia un accesso preferenziale al proprio mercato senza dazi o quote.

Peccato che l’industria dello zucchero in Cambogia abbia sfruttato l’iniziativa europea Everything But Arms per trarne profitto a danno delle comunità locali, generando una spirale di povertà e violazione dei diritti.

Per questo a settembre dell’anno scorso abbiamo deciso di lanciare un appello urgente - a cui hanno già aderito oltre 60.000 persone in tutta Europa - per chiedere all’Unione Europea di investigare sulle violazioni commesse in Cambogia dall’industria agricola e, in attesa di ciò, sospendere temporaneamente le preferenze commerciali ai prodotti agricoli provenienti dalla Cambogia per evitare ulteriori violazioni dei diritti.

Spesso ci domandiamo se una petizione può bastare a cambiare le cose e forse una risposta definitiva su questo non esiste. Di certo c’è che se ad oggi dovessimo giudicare dal risultato, dovremmo rispondere di no, perché ad oggi nessuno nell’Unione Europea ha ritenuto opportuno lanciare questa inchiesta ed assicurarsi che il programma Everything But Arms sia di effettivo supporto all’economia cambogiana favorendone lo sviluppo e non le violazioni dei diritti umani a danno di migliaia di piccoli agricoltori.

Però come lo vogliamo chiamare il fatto che, a seguito delle pressioni ricevute tramite la petizione, a fine marzo, il Commissario europeo per il Commercio Karel de Gucht si sia recato in Cambogia per verificare coi suoi stessi occhi la situazione?

E come lo vogliamo chiamare il fatto che il Governo cambogiano, sempre in seguito alla petizione, abbia deciso di istituire una Commissione ad hoc per trovare una soluzione al problema del land grabbing portato avanti dalle aziende dello zucchero?
Probabilmente siamo ancora all’inizio di questa storia.

Quello che sappiamo con certezza è che il prossimo capitolo di questa storia lo scriveremo proprio qui, in Italia, a fine mese, quando una delegazione dalla Cambogia ci raggiungerà per aiutarci a sensibilizzare politici e rappresentanti delle istituzioni italiane.

Voi nel frattempo, se volete, potete aiutarci a riscrivere il finale continuando a firmare e divulgare la petizione per chiedere al commissario de Gucht di sospendere il programma Everything But Arms finché non sarà condotta un’adeguata investigazione sulle violazioni dei diritti umani causate dalle concessioni di terreni in Cambogia per la produzione di prodotti agricoli.