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Vivere in un limbo’. La vita come un rifugiato

La settimana scorsa sono andata in Libano per incontrare alcuni dei siriani che hanno cercato rifugio lì, perché costretti a fuggire a causa del conflitto.Ora ci sono più di 360.000…

La settimana scorsa sono andata in Libano per incontrare alcuni dei siriani che hanno cercato rifugio lì, perché costretti a fuggire a causa del conflitto.Ora ci sono più di 360.000 rifugiati siriani in Libano, e il numero aumenta ogni giorno. Per molti di loro è difficile accettare questa situazione e fanno di tutto per mantenere la propria identità pur trovandosi in un nuovo Paese.Alcuni dei siriani che ho incontrato qui hanno la fortuna di avere al possibilità di sostenersi da soli, avendo portato via nella fuga i soldi che avevano messo da parte - i risparmi si stanno rapidamente esaurendo, ma per il momento possono ancora vivere abbastanza bene. Altri  invece dipendono completamente dal sostegno di amici e familiari o dalla buona volontà dei vicini di casa. Alcuni vivono in alloggi di fortuna che hanno costruito loro stessi. Una famiglia che ho incontrato lotta ogni giorno per trovare un po di cibo.Ma ciò che accomuna tutti loro è la forte sensazione di perdita e di smarrimento. Molte famiglie mi hanno raccontato gli orrori che loro e i loro figli hanno dovuto assistere, la famiglia e la vita che si sono lasciati alle spalle e che forse non vedranno mai più.Ho incontrato persone che sono state in Libano per due anni e che sono fuggite nel momento in cui sono iniziate le proteste a causa dell’arrivo, meno di una settimana fa, di nuovi profughi. Senza eccezione, ogni singola persona che ho incontrato vive nel disperato tentativo di tornare in Siria, per ricostruire la propria vita e crescere lì i propri figli. Tutti loro vivono in un limbo, non riuscendo a trovare un senso di stabilità nella propria vita come rifugiati.Sono rimasta scioccata e stupita dal livello di dolore e di sofferenza che ho incontrato nel corso dell'ultima settimana. Prima di venire a lavorare su questa emergenza pensavo di essere relativamente ben informata sullo stato di crisi, ma mi rendo conto che la maggior parte delle cose che avevo letto o visto al telegiornale negli ultimi due anni sono soltanto una piccola parte del reale conflitto che si è scatenato nel Paese.Il numero di morti in Siria e il numero di profughi sono sempre citati nei media, perché sono informazioni veloci che ottengono subito l'attenzione della gente. Ma le vere storie delle persone comuni al centro del conflitto non vengono ascoltate e nemmeno riportate.Nel corso delle prossime settimane cercherò di condividere con voi alcune delle storie personali di queste meravigliose persone che ho conosciuto.